sabato 31 maggio 2008

Quanto costa l'abbonamento alle figuracce?

Fonte: il Sole 24 Ore

Nuove batoste sul governo Berlusconi dalla stampa estera. Il carico da novanta lo mette ancora una volta l'Economist, in un'analisi sulle riforme in Italia. Dopo la netta vittoria elettorale, scrive l'Intelligence Unit ViewsWire in un servizio consultabile sul sito del settimanale britannico, la coalizione di centro-destra «non avrà scuse» se non approva le tanto necessarie leggi per risollevare l'economia italiana e migliorare l'efficienza delle istituzioni e della pubblica amministrazione. «Ma viste le tendenze populiste dell'alleanza del primo ministro e la probabilità che vengano alla ribalta le divisioni della coalizione, le speranze di un radicale cambiamento nella politica economica che migliori drasticamente la performance di crescita e i fragili conti pubblici dell'Italia si dimostreranno probabilmente infondate».

Secondo l'Economist, la sfida principale del governo sarà di rilanciare l'attività economica senza ribaltare il recente miglioramento delle finanze pubbliche. «Questo sarà difficile». La crescita economica e la lotta all'evasione avevano contribuito a ridurre il deficit dal 4,2%
del Pil nel 2005 all'1,9% nel 2007 e l'aumento del rapporto debito-Pil del 2005-06 aveva registrato l'anno scorso un'inversione di tendenza. Con il pacchetto di tagli fiscali, sottolinea l'Economist, ci vorrebbe un rigido controllo della crescita delle spese, «ma questa sembra una prospettiva improbabile», visti i grossi piani di spesa del governo e gli ostacoli politici e amministrativi ai tagli di spesa, specie alla spesa sanitaria delle regioni. Con gli interessi sul debito in salita, c'è il rischio che nel 2009 il deficit sfondi il tetto del 3% fissato per i paesi dell'eurozona.

L'analisi passa in rassegna le misure messe a punto dal governo. La detassazione degli straordinari e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, «puntano a rilanciare la fiducia» in un momento difficile per l'economia, sostenendo i redditi delle famiglie e riducendo il peso fiscale. Ma queste misure «hanno una portata limitata», con un effetto potenziale sul Pil di 0,2 punti percentuali. Sulla liberalizzazione dei servizi, il governo procederà con cautela, poiché molti settori fanno parte della sua base elettorale. Il caso Alitalia, secondo l'Economist, «ha gettato dubbi sulle intenzioni del governo» per quanto riguarda le privatizzazioni. Il governo potrebbe mostrare più determinazione nell'aumentare la produttività del settore pubblico e aumentare la competizione con il settore privato. Misure per rendere più efficiente il settore pubblico erano state varate dai precedenti governi, ma non sono mai state applicate. «La volontà di affrontare la resistenza a cambiamento dei sindacati del settore pubblico» sarà per il governo un «test eloquente» del suo impegno per la riforma economica.

Ma la più grande fonte di instabilità della coalizione è la Lega Nord, partito anti-immigrazione e protezionista. Il giro di vite sull'immigrazione «ha già causato tensioni» con l'Ue. Inoltre la Lega è contraria a cooperare con il centro-sinistra sulle riforme istituzionali ed elettorali. Quanto al federalismo fiscale, conclude l'analisi, viste le tensioni all'interno della coalizione «c'è il rischio che le misure siano congegnate male e applicate male, con il risultato di deteriorare le finanze pubbliche dell'Italia».

Il rischio di aumentare il debito pubblico è messo in evidenza anche dal Wall Street Journal, in un commento di Henry Sokolski focalizzato sulla scelta nucleare. Il debito è già il terzo al mondo e il governo italiano sembra
ansioso di «scavare più a fondo». Gli impianti nucleari promessi da Berlusconi «non saranno mai costruiti».

Sokolski cita tre ragioni: i costi di costruzione astronomici, i tempi di costruzione da uno a due decenni, il fatto che nessuna comunità italiana voglia un reattore nucleare nelle vicinanze. I reattori di quarta generazione promessi – osserva l'esperto - non sono ancora stati pienamente progettati e ci vorranno 20-25 anni per costruirli. II reattori nucleari non risolveranno nessun problema energetico almeno per un decennio, mentre gli alti costi e l'opposizione politica sono significativi e immediati.

E allora perché fare un annuncio ora? Gli esperti di energia si legge sul quotidiano finanziario Usa sospettano che l'annuncio di Berlusconi faccia parte di uno sforzo a lungo termine delle maggiori aziende di servizi pubblici europee di far fuori i concorrenti minori, facendo in modo che ci siano massicci appoggi governativi per programmi nucleari grandi e costosi. «Gli italiani e gli europei possono solo sperare che questa congettura sia semplicemente sbagliata». Spezzando una lancia per la concorrenza nel settore energetico, Sokolski conclude dicendo che l'Italia e l'Europa «farebbero bene a stare lontane da investimenti energetici che nessuna banca privata farebbe senza il sostegno del governo. Per il momento, ciò deve comprendere il nucleare».

Altri approfondimenti dal blog "verrà un giorno": That's all fake!




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Di che si tratta?

venerdì 30 maggio 2008

Chi sono i clandestini?

Clandestini sono i nostri politici, che siedono in Parlamento senza che nessuno li abbia mai veramente eletti.

Clandestina è Rete 4, che da anni occupa abusivamente frequenze di proprietà altrui.

Clandestino è questo governo, che prende decisioni contro la volontà popolare, che si ricorda della sovranità del popolo solo quando questo diventa carne da voto. Che impone le proprie scelte con la violenza, e propugna la violenza come mezzo di risoluzione delle controversie, nazionali ed internazionali.

Clandestini sono tutti quei cittadini che si fanno giustizia da sè, derubando così lo Stato della propria autorità.

Clandestini sono tutti coloro che li spingono a farlo.

Clandestina è tutta la classe dirigente del nostro paese, che occupa poltrone solo per lucrarci su, che si tramanda di padre in figlio e con il padre ed il figlio è adorata e glorificata, e ha parlato per mezzo dei media.

Clandestina è la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Ospite in uno Stato che non è suo, padrona di persone che non sono sue, di edifici che non sono suoi, di anime che non sono sue, che pretende di servire Dio e mammona.

Clandestina è la disinformazione di regime, che ruba la Verità per vendere le proprie bugie.

Clandestini sono gli inceneritori, nella terra in cui non li vogliono.

Clandestini sono i seguaci del futuro nucleare, in un mondo in cui il nucleare è il passato.

Clandestini sono tutti coloro che mentono e ci derubano ogni giorno, della nostra dignità, del nostro futuro, della nostra salute.

E scusatemi se questo articolo è stato un pò forte. In effetti sono un clandestino anch'io, che apro un blog ma scrivo poco, e mi limito spesso a riportare post altrui. Ma almeno le fonti le cito. E non pretendo di insegnare la Verità.

La Sassonia non getta negli inceneritori i rifiuti campani

di Matteo Incerti

I rifiuti che dalla Campania vengono inviati in Sassonia ( Germania ) non vengono bruciati nei “mitici” inceneritori ma selezionati, separati, riciclati, compostati e trattati con sistema meccanico-biologico e l’unica parte secca viene utilizzata come combustibile sostitutivo in impianti industriali comunque esistenti, anziché negli inceneritori. La notizia l’ha data l’ANSA in data 21 maggio, riportando le dichiarazioni del portavoce del Ministro per l’Ambiente del Land della Sassonia, ma nessun telegiornale, “vate” giornalista, industriale o politico, si è degnato di raccontare in tutto e per tutto questa notizia, che smentirebbe clamorosamente chi propone di costruire costosissimi e dannosissimi inceneritori come panacea di tutti i mali. E nessuno tra i politici, ha ricordato che noi importiamo materie prime secondarie dalla Germania che magari provengono proprio dalla Campania… Tutti a citare i “67 inceneritori” tedeschi. Ma non ci si degna d’informare i cittadini che se nel 1992 la Germania bruciava il 36% dei suoi rifiuti oggi la media nazionale di combustione è in netto calo e (dati forniti da Enel nel 2008) nell’ultimo anno era la percentuale era scesa al 22%. Ben al di sotto delle regioni più ‘piromani’ d’Italia Lombardia ed Emilia Romagna che viaggiano oltre il 35% di quota incenerita ed hanno percentuali di differenziata nettamente inferiori della Germania. In Germania l’incenerimento è in calo mentre è in forte ascesa il Trattamento Meccanico Biologico. La normativa tedesca prevede infatti che possano essere avviati in discarica solo rifiuti pre-trattati. O tramite Trattamento Meccanico Biologico senza combustione o tramite incenerimento. Incenerimento e discarica sono inoltre tassati. L’opzione a “freddo” del Trattamento Meccanico Biologico in Italia appositamente non viene mai citata, per non indispettire e smentire le fortissime e trasversali lobby degli inceneritoristi. Già perché il T.M.B. come il Compostaggio, i Centri Riciclo e la raccolta Differenziata Porta a Porta comportano investimenti pubblici molto minori rispetto alla costruzione d’inceneritori che non stanno in piedi senza i contributi pubblici. Non sono quindi alternative appetibili a chi fa investimenti, appalti e “gioca in Borsa” con i soldi dei cittadini.

Alla faccia del libero mercato….

Riporto la notizia ANSA DEL 21 maggio

BERLINO, 21 MAG - I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all´industria. Il percorso dell´immondizia italiana in Germania lo ha spiegato all´ANSA una portavoce del Ministero dell´Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente è finito in discarica.«Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori, ha detto la portavoce. Anzitutto, ha spiegato sono stati separati i rifiuti organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.). Il resto, «una parte minore - ha proseguito - è stato trattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia. Ma il grosso dei rifiuti campani diventa materia prima secondaria. E l´Italia, oltre a fornire l´immondizia, svolge anche un ruolo importante nella fase successiva del percorso di quest´ultima. Il Paese, infatti, è al terzo posto, con 2,01 milioni di tonnellate, della graduatoria degli acquirenti di materie prime secondarie.






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giovedì 29 maggio 2008

Uomo libero, tu sempre amerai il mare!


"Ce ne sono tanti, ormai. No, cambio avverbio: finalmente. Ce ne sono tanti, finalmente. Magari non hanno la stessa faccia, la stessa totale simpatia che ti prende per il collo, non hanno quella mitologica force de frappe che ha lui. Ma la forza dell'incazzatura è la stessa.
Ce ne sono tanti di Beppe Grillo. E aumentano a vista d'occhio. Basta non girare la faccia. Basta guardare. E basta ascoltare. Dicono, convinti, le stesse cose. E anche loro, nel loro piccolo, fanno proseliti. E così la pozzanghera si allarga e si allarga, diventa mare, acqua salatissima che finirà per bruciare quelle lingue esposte all'aria a farfugliare piccolezze. Tutti lo guarderanno, il mare, che si increspa con il vento, che vive di calme e tempeste, indifferente alle navi che lo solcano e ai piccoli ammiragli che credono di domarlo e, invece, lo devono assecondare per salvarsi.
Molti, oggi, per merito di Beppe e analoghi, hanno maggiori possibilità di riferirsi a due "qualunquistici" concetti come libertà e felicità, invece di adagiare la propria pigrizia su anacronistici ballottaggi tra il possibile e il conveniente.
E, mi ripeto, speriamo che, con tutto il dispendio di energia e forza e intensità e veemenza e impeto e potenza, Grillo non si debba fermare, come Forrest Gump, dicendo: "Sono un po' stanchino". Sarebbe un fallimento per tutte le goccioline che formano questo mare nuovo. E lo sarebbe anche per questa gocciolina. " - Mina

Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio: contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda.
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine:
L'accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi.
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

CHARLES BAUDELAIRE





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Di che si tratta?

mercoledì 28 maggio 2008

Il pomodoro globale che affama il mondo


Repubblica — 14 maggio 2008

A cosa pensate quando sentite le parole "mercato globale"? Automobili, computer, telefonini, blue jeans? Dimenticate qualcosa: il riso, il grano, il mais... praticamente tutto quel che mangiamo.
I prodotti agricoli fanno parte ormai a tutti gli effetti del mercato globale, e pazienza se i jeans arrivano dal produttore al consumatore molto più in forma e con le caratteristiche originarie ancora in ordine. Ma non è solo questo il vantaggio dei jeans sui pomodori: c' è anche il fatto che i jeans beneficiano di regole certe e dedicate, mentre i prodotti agricoli non hanno questo privilegio. Il che, unitamente al fallimento degli ultimi negoziati internazionali ci porta a ritrovarci oggi con un problema che ad ogni tentativo di analisi si frantuma e si moltiplica in tanti cocci che rischiamo di non saper ricomporre.

Le regole della globalizzazione applicate all' agricoltura hanno dato risultati perversi e l' osservatore non specializzato rischia la vertigine ogni volta che prova a confrontarsi con una situazione che - a suon di "allarmi" - arriva sui giornali spesso frammentata. Proviamo a fare un po' d' ordine.
1) L' agricoltura familiare e locale non è stata valorizzata, grazie a scelte consapevolmente rapaci che hanno preferito incentivare l' agricoltura orientata al mercato. È una prima cesura importante. L' agricoltura serve a produrre alimenti da servire in tavola o commodities, oggetti di speculazione in borsa? È una scelta importante ed è stata privilegiata la seconda opzione. Se l' agricoltura produce roba da vendere, allora produce per coloro che hanno i soldi per comprarsela. Solo che devono mangiare tutti, anche quelli che soldi non ne hanno. La risposta (sbagliata) è stata incrementare ulteriormente la produzione di cibo (peraltro di scarsa qualità) da vendere, nella speranza che avrebbe potuto soddisfare le esigenze di chi non aveva soldi per comprarlo. Ma chi non ha soldi non ha soldi, e non può comprare nulla. Potrebbe invece, con un po' di terra e un po' di semi, coltivare. Ma a tal fine bisognava privilegiare l' agricoltura di piccola scala.
2) Quel modo di produrre cibo ha creato una serie di danni e richiede grandissimi input di energia. Allo stesso modo si comportano la maggior parte delle attività umane, produttive o no, che si sono sviluppate nel corso dell' ultimo secolo. Il risultato è stato da un lato l' aumento dell' inquinamento, dall' altro l' esaurimento delle scorte di carburante fossile, petrolio in primis. La risposta (sbagliata) è stata utilizzare le terre arabili per prodotti agricoli da trasformare in biocarburanti. Naturalmente sempre secondo le logiche della grande produzione. Così occorre energia fossile per produrre energia non fossile, che comunque, inquina. Inoltre, attraverso questo canale si insediano nei territori le colture geneticamente modificate. Dunque si sono ridotte le terre dedicate alla coltivazione (per il mercato) degli alimenti: e il mercato, ha leggi abbastanza monotone, che reagiscono alla contrazione delle quantità prodotte con l' aumento dei prezzi.
3) La straordinaria quantità di energia consumata e di inquinamento, unita alle massicce deforestazioni, fa sì che ci sia troppa anidride carbonica in giro. Troppa rispetto a quella che le piante riescono a metabolizzare e a rispedire sotto terra, dove è bene che il carbonio riposi. Questa situazione ha tra i suoi effetti un sovvertimento degli equilibri climatici del pianeta, con surriscaldamento dei mari, siccità o alluvioni al di fuori della norma, evoluzione troppo rapida delle temperature. Le colture non sono in grado di adeguarsi, perché l' agricoltura fatta per vendere ha reso le sementi molto uniformi, molto bisognose di assistenza. Le sementi dell' agricoltura tradizionale, hanno un' altissima variabilità interna che le rende più produttive in situazioni di emergenza. Ma l' agricoltura tradizionale e di sussistenza (che mira eminentemente ad avere un raccolto, non una vendita) non è stata privilegiata dalle scelte politiche.
4) La situazione presenta da un lato prezzi molto alti dei cereali e dall' altro popolazioni molto povere che rischiano di entrare (o rientrare) nella spirale dell' insufficienza alimentare. La risposta (sbagliata) è: bisogna produrre ancora di più e quindi bisogna utilizzare gli Ogm. Ma si finge di ignorare due elementi chiave: il primo è che esiste già cibo sufficiente per tutti, anzi se ne spreca una grandissima quantità, ma le popolazioni più deboli non hanno il denaro necessario, e se anche ne produrremo di più continueremo a tenerlo nei magazzini fino a quando non si presenterà qualcuno che, portafoglio alla mano, lo richiederà; il secondo è che gli Ogm hanno dimostrato di non avere una particolare attitudine produttiva. Producono più o meno come le colture normali. E soprattutto si riducono sostanzialmente a uno: il mais. A meno di non voler inaugurare una nuova stagione di pellagra ad alta tecnologia, bisognerà rassegnarsi al pensiero di mangiare anche qualcos' altro. Oppure, visto che la maggior parte del mais, Ogm o no, viene usato per l' alimentazione animale, la visione è quella di un mondo futuro di straordinari mangiatori di carne? I fatturati delle multinazionali delle sementi e degli agrochimici aumentano a ritmi vertiginosi, alimentando nei più attenti osservatori il dubbio che la loro principale preoccupazione non sia risolvere il problema della fame nel mondo. Detto tutto questo, noi privilegiati abitanti del mondo ricco, quello che ha così mirabilmente condotto il pianeta fino a questo punto, di cosa dobbiamo preoccuparci?

Ho una proposta: proviamo a non preoccuparci per noi stessi. I nostri mercati continueranno a essere riforniti e se riusciremo ad avere un po' di buon senso negli acquisti, valorizzando i prodotti locali, freschi e di stagione, anche il nostro portafoglio non ne uscirà devastato. La preoccupazione che non destiniamo a noi stessi, proviamo a destinarla al resto del pianeta e agli abitanti che finora hanno subìto le scelte che privilegiavano il nostro stile di vita. Ricordate quella frase orribile? "Il nostro stile di vita non è negoziabile". Ebbene, cominciamo da lì. - CARLO PETRINI

martedì 27 maggio 2008

Stop the fever - you are the cure

Aderisci e firma l'appello

Il clima sulla Terra sta cambiando. Ciascuno di noi ha la responsabilità di operare per una conversione di civiltà che fermi la febbre del Pianeta, sfruttando le conoscenze tecnologiche e ripensando i nostri stili di vita.

Dobbiamo fermare il cambiamento climatico e possiamo farlo. Insieme.

Dobbiamo farlo per noi e per tutti, per salvare le tante aree d'Italia e del Mondo che già oggi subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici, per garantire la bellezza dei nostri paesaggi e la ricchezza delle nostre produzioni, per permettere alle future generazioni di vivere in pace in ambienti, in città, in paesi più belli e ospitali, per liberarci dalle guerre e dai conflitti che nascono per controllare risorse energetiche non rinnovabili e sempre più scarse.

Possiamo farlo perché oggi le conoscenze tecnologiche ci permettono di ripensare il modo di produrre energia e di consumarla per muoverci, abitare, lavorare senza dilapidare le risorse comuni quali l'acqua, l'aria, la vita sulla Terra.

La rivoluzione che vogliamo ha degli obiettivi precisi, si propone subito, in tutta Europa e nel mondo, di arrivare in dieci anni a produrre e consumare con il 20% di maggior efficienza l’energia e soprattutto di usarla con razionalità, di far dipendere per almeno il 20% il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e di ridurre di almeno il 20% le emissioni l'inquinamento di gas che alterano il clima sulla terra.


L’Italia fino ad oggi ha marciato in direzione opposta, aumentando i propri consumi di combustibili fossili. Ora possiamo dimostrare al mondo di saper invertire la tendenza, di saper partecipare ad un nuovo progresso, di essere capaci di innovare a partire dal formidabile giacimento dei nostri saperi, dei nostri giovani, dei nostri territori, delle nostre opere.

Una conversione che ci appare desiderabile, perché può migliorare subito il nostro benessere e qualità della vita. E perché aiuta la coesione sociale, la pace e la sicurezza internazionale. Unendo le forze possiamo vincere le potenti lobby dell'economia dello spreco, così come l'inerzia dei piccoli e grandi privilegi e il conservatorismo delle cattive abitudini.

Cambieremo i nostri stili di vita, le scelte di consumo, le consuetudini quotidiane, chiedendo e premiando nel contempo lo scambio di nuovi beni, l'erogazione di nuovi servizi, capaci di garantire la coesione sociale, le relazioni tra tutte le donne e gli uomini, paesi e città meno inquinati, un Italia sempre più bella.

Aderendo alla campagna “Stop the Fever. Effetto serra: la cura sei tu”, ci impegniamo ad aderire volontariamente a precisi impegni di riduzione delle emissioni climalteranti, realizzando azioni concrete nelle scelte della nostra vita, della nostra comunità, del nostro comune, della nostra impresa.

Fonte: Legambiente

domenica 25 maggio 2008

The Day Before Tomorrow


Sarò breve. Perchè fra poco ricomincia il film.

Durante l'intervallo hanno trasmesso il TGCOM. Fra le notizie: Emergenza rifiuti... nuova scossa di terremoto in Cina, ancora più devastante... Myanmar sconquassato e in attesa di aiuti....

Non è stata una bella impressione.

Where will you be?

Comunicato Stampa del Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania


Nel video: interventi di vari manifestanti a Chiaiano

24 maggio 2008 - Coordinamento Regionale Rifiuti

Nel condannare gli atti repressivi delle ultime ore, perpetrati ai danni delle comunità di Chiaiano, Marano e Mugnano, il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, a cui aderiscono comitati civici, associazioni e numerosi esperti ed esponenti del mondo scientifico, ravvisa elementi di incostituzionalità e di violazione di norme comunitarie nel Decreto Legge n. 90 del 23.05.2008. Pertanto annuncia che porterà la materia all’attenzione delle Autorità competenti, in sede nazionale e comunitaria.

Tra i punti contestati, si evidenziano i seguenti:

  1. militarizzazione dei siti adibiti a discarica;
  2. uso inappropriato di discariche per lo smaltimento di rifiuti indifferenziati, e legalizzazione dello smaltimento nelle discariche per rifiuti urbani di sostanze pericolose provenienti da trattamenti in impianti industriali;
  3. grave limitazione della possibilità di esprimere liberamente il proprio dissenso;
  4. costituzione di un tribunale speciale, titolare in via esclusiva dei procedimenti riferiti a:
    1. reati relativi alla gestione dei rifiuti;
    2. reati in materia ambientale;
    3. controversie relative ai diritti costituzionalmente tutelati, in diretto contrasto con i poteri della Corte Costituzionale.

Gli aderenti al Coordinamento, durante questi anni di emergenza, hanno elaborato proposte di gestione del ciclo integrato dei rifiuti che sono state puntualmente presentate alle autorità competenti. Tali proposte si fondano sull’utilizzo di tecniche e tecnologie che, rispetto alle soluzioni tradizionalmente individuate dalle istituzioni, sono a minore impatto ambientale ed hanno positive ricadute sociali ed economiche.

Ad un piano fondato sull’uso di discariche ed inceneritori, il Coordinamento contrappone una soluzione realizzabile in tempi più brevi ed a costi minori, basata sulla separazione della frazione umida da quella secca dei rifiuti, sul riciclo e sul trattamento a freddo della parte residuale, conferendo in discarica i soli materiali inerti. È notizia di questi giorni, come da dispaccio ANSA, che i rifiuti campani inviati tramite treni speciali in Sassonia (Germania) sono stati meccanicamente selezionati e trasformati in materia prima secondaria, cioè in materiali nuovamente utilizzabili, di cui l’Italia è una delle maggiori importatrici d’Europa.

Il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, condividendo le ragioni delle comunità che sono e saranno costrette a difendere i propri diritti e i propri territori, chiede al Governo ed alle istituzioni locali, di pronunciarsi sulle motivazioni che spingono ad ignorare le proposte avanzate dai cittadini senza alcun confronto pubblico, provocando così lo scontro con le popolazioni locali.

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania
Per informazioni e contatti:
www.rifiuticampania.org - Email: contatti (at) rifiuticampania.org
Tel: 3346224313 - 3286817863

Approfondimenti:
  1. Ecco i siti delle "nuove" discariche. "Fra i siti individuati alcuni erano già stati chiusi perché saturi di percolato e sotto sequestro della Magistratura ( Lo Uttaro di Caserta) perché considerati siti pericolosi." (altocasertano.wordpress.com)
  2. Blog di Beppe Grillo
  3. Centro di riciclaggio di Vedelago (TV);
  4. www.comunivirtuosi.org

Del diman non v'è certezza, parte seconda

http://images-srv.leonardo.it/progettiweb/francescamariabersani/blog/maroni-tamburello.jpg

12 Maggio 2008
Sui quasi 500mila clandestini che si sono di fatto autodenunciati, inviando le proprie generalità e quelle del loro datore di lavoro per avere un regolare permesso di soggiorno, ma sono rimasti fuori dal tetto dei 170mila, per ora Maroni dice: «Vedremo». Ma a chi ipotizza una sanatoria per risolvere il problema, replica che «nel vocabolario del ministro dell'interno non esistono le parole "impossibile" e "sanatoria"».

22 mag 2008
«Sanatoria» per 150 mila badanti;
Alle 170.000 regolarizzazioni che saranno decise in base a quel provvedimento si aggiungono dunque i collaboratori domestici che dovranno però dimostrare di avere i requisiti necessari, primi fra tutti l’alloggio e il contratto di lavoro.

Go Maroni!

Vedi: Del diman non v'è certezza, parte prima

sabato 24 maggio 2008

Nel nome del Popolo Sovrano

Foto dal blog di Beppe Grillo

Art. 1.

L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2.

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali...

Volendo potrei andare avanti... non riesco più a trovare un articolo della Costituzione che non stiamo sistematicamente violando. O forse sono io che non ci capisco più niente.

Sono sempre stato un fautore dell'ordine rispetto al caos, credo nella gerarchia, credo nello Stato e credo nelle Forze dell'Ordine. Credo anche che l'unico uso legittimo della violenza sia perpetrabile dallo Stato, nei modi e nelle forme previste dalla legge, come mi ha insegnato il diritto pubblico. Ma qui mi sembra si stia facendo di tutto per scardinare queste mie convinzioni.

Dov'è la sovranità popolare? Non possiamo sapere dove e come hanno intenzione di smaltire i nostri rifiuti. Le decisioni vengono prese a livello centrale in modo totalmente indipendente dalla volontà popolare. Voi mi direte che la volontà popolare è stata espressa al momento del voto... sì, se dimentichiamo cosa sono state queste elezioni.

Elezioni in cui non si sono potute esprimere le proprie preferenze. In cui il fantasma del voto utile riduceva tutti coloro che rivolgevano ad altri le proprie attenzioni a "sciocchi che disperdono il voto". Elezioni in cui molti son voluti salire sul carro del vincitore dichiarato... ma quanti di questi elettori sapevano a cosa andavano incontro? Quanti di questi elettori sapevano cosa vuol dire "inceneritore", "ponte sullo stretto"? Quanti erano informati sul reale impatto dei clandestini in quella che venne definita "emergenza sicurezza"?

Ormai la frittata è fatta. Ormai possono fare qualsiasi cosa, perchè "hanno la maggioranza". E non c'è una voce che si leva contraria in parlamento.

Ormai chi non concorda è bollato come "delinquente". E' una tecnica vecchia come il mondo... dopo l'11 settembre, basta dire "antiterrorismo" per giustificare qualsiasi guerra, qualsiasi sterminio, qualsiasi tortura, bruttura, oscenità umana.

Il brigantaggio? Stessa cosa. Coloro che il giorno prima erano Patrioti del Regno delle Due Sicilie, il giorno dopo erano briganti. Banditi, fuorilegge... persone da combattere, rinchiudere, uccidere.

Nella guerra fredda stesso trattamento era riservato a tutti coloro che, in america, venivano tacciati di essere "amici dei comunisti".

Ora siamo al capolinea... tutti i napoletani che si ribellano sono delinquenti, e come tali vanno trattati. Bastonati, rinchiusi, ridotti al silenzio. Le parole "rumeno" ed "albanese", che prima erano delle semplici parole indicanti nazionalità, sono diventate insulti, sono diventati marchi a fuoco, indelebili, che rendono una persona inaccettabile. "Clandestino" ormai è sinonimo di ladro, stupratore, delinquente. E' una categoria di persone a parte.... con diritti a parte, alla faccia del beneamato articolo 2. "No global" significa pazzo criminale, violento, vandalo, persona che cerca lo scontro per il puro gusto di picchiare la polizia.

Accadrà la stessa cosa per il ponte... i protestatori saranno "no global". Stessa cosa per la TAV. Ormai la violenza diventerà la norma... "loro" potranno - anzi dovranno - fare ciò che vogliono, in barba alle più elementari norme di buon senso, in barba al nostro futuro, al nostro diritto alla salute, all'informazione, alla giustizia, alla democrazia, all'uguaglianza... e "noi" potremo solo stare a guardare. Nemmeno esprimere il nostro dissenso a parole.

Speriamo almeno che ci lascino internet. E chi non è d'accordo con me è un delinquente.

Altro su quest'argomento:

giovedì 22 maggio 2008

Lettera aperta a Pugliesi e Lucani


Vday

Dal meetup di "Per il Bene Comune"


Cari amici Pugliesi e Lucani,

vi scrivo dal meetup della lista civica nazionale Per il Bene Comune, al quale vi siete iscritti nell'imminenza delle passate elezioni politiche.

Le elezioni si sa bene come sono andate; forse voi avete smesso di frequentare il meetup pensando che l'esperienza di PiBC fosse ormai finita là... una farfalla uccisa prima ancora di uscire dalla crisalide.

Non è così.

Per il Bene Comune si sta evolvendo, sta diventando ben più di una lista civica, e sta intraprendendo strade ben diverse da ciò che si potrebbe definire "partito".

Sta diventando un movimento di ampio respiro, che non viene resuscitato solo in prossimità delle elezioni, che non ha bisogno di membri in parlamento per poter sopravvivere, ma trova radice e nutrimento in ogni persona che lo compone; in ogni uomo e donna del nostro paese che è ancora capace di pensare per il bene comune, che fa del buon senso un metodo di giudizio ed un modo di affrontare la vita, che non si arrende all'evidenza. Che non si arrende al malgoverno... e soprattutto che non si limita ad attaccare e distruggere ciò che nel nostro Paese non va, ma si pone il ben più arduo compito di provare a costruire qualcosa!

Attualmente nel meetup stiamo lavorando sui seguenti argomenti:
- opere di sensibilizzazione sugli inceneritori, da divulgare a chi ancora non ha internet
- corsi relativi allo sviluppo sostenibile ed alla "spesa intelligente"
- programma attuativo di democrazia diretta, già all'interno del nostro movimento
- riunioni regionali
- riunione nazionale del 1 giugno
- studio di un nuovo portale PBC che possa rappresentare un polo di attrazione per il popolo di internet ed un potente strumento per continuare il nostro lavoro.

Noi siamo ancora qui... siamo ancora nel meetup. Le altre regioni si stanno organizzando in modo molto rapido ed efficiente, ed è ora che anche noi pugliesi (ho chiamato in causa anche i lucani per la loro vicinanza non solo geografica!) ci diamo una mossa.

Intanto iniziando a conoscerci! Se il meetup non va bene come strumento ne cercheremo qualcun altro, l'importante è mantenerci in contatto fra noi. Vi lascio anche il mio indirizzo email

alfmailbox-pbc@yahoo.it

Credo che tutti voi, specialmente in questi giorni, siate abbastanza terrorizzati dalle ultime notizie che vi rimbombano nella testa. Credo che tutti voi, se avete votato PiBC, credete in ciò che questo movimento propone. In ideali di giustizia, di democrazia, di salute, di buon senso, di verità, libertà e pace, le stesse parole che in modo menzognero i nostri politici sventolano quando parlano del proprio partito.

Bene, allora almeno noi cerchiamo di metterle in pratica. Noi che un vero partito non lo siamo nè ci teniamo ad esserlo.

In Puglia PiBC ha avuto più di tremila voti... vi rendete conto cosa potremmo fare se ci unissimo? Non saremmo più delle voci isolate, ma un coro forte, tremila voci e tremila braccia per costruire insieme il nostro futuro.

Rispondete numerosi a quest'appello... cominciamo a riprenderci le chiavi di casa nostra, del nostro paese. Cominciamo conoscendoci e definendo i nostri obiettivi, la nostra volontà, le nostre priorità.

Democrazia dal basso... Insieme.

Da Lecce: Aldo - assistant organizer del Meetup

mercoledì 21 maggio 2008

la Commedia dell'Arte

Gli attori già son tutti in scena!
Il sipario s'apre ai lati!
Vi racconterò la pena
dei campani castigati

Gli eventi ormai son avvenuti
Si svela nitido il copione;
L'emergenza dei rifiuti
trova la sua soluzione:

"termovalorizzatori
a tutti quanti i bimbi buoni!".

E che si fa ai contestatori?
che diciamo ai caciaroni?

"il segreto v'è di Stato

la galera a chi si oppone
così il popolo incazzato
vien ridotto alla ragione!"



Truffaldino vuole i sghei,
e Pulcinella la paga cara
Così è la vita, cari miei
Si fa sempre più amara.

E nemmanco si pensasse
che l'emergenza fosse pegno
di un'ardita invenzione,
di un astuto marchingegno,

di un sottile trucchettino
per crear inceneritori
che al nostro santo Truffaldino
piaccion più dei digestori.

la gentaglia stia attenta!
non c'è più sor Balanzone...
or c'è Capitan Spaventa
per chi al Truffaldin s'oppone.


Fin

Impronta Ecologica


Cos'è l'impronta ecologica? Vediamo come ce ne parla Wikipedia:

L'impronta ecologica è un indice statistico utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Essa mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

In parole povere, essa misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e per assorbire i rifiuti corrispondenti. Utilizzando l'impronta ecologica, è possibile stimare quanti pianeta Terra servirebbero per sostenere l'umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita.

Confrontando l'impronta di un individuo (o regione, o stato) con la quantità di terra disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi del campione è sostenibile o meno.

L'intera superficie delle terre emerse è composta all'incirca da:

  • foreste ed aree boschive (33%)
  • pascoli permanenti (23%)
  • terra arabile (10%)
  • terra costruita (2%)
  • altri suoli: ghiacciai, rocce, deserti, ecc. (32%).

Per calcolare l'impronta relativa ad un insieme di consumi si mette in relazione la quantità di ogni bene consumato (es. grano, riso, mais, cereali, carni, frutta, verdura, radici e tuberi, legumi, ecc.) con una costante di rendimento espressa in kg/ha (chilogrammi per ettaro). Il risultato è una superficie.

Per calcolare l'impatto dei consumi di energia, questa viene convertita in tonnellate equivalenti di anidride carbonica, ed il calcolo viene effettuato considerando la quantità di terra forestata necessaria per assorbire le suddette tonnellate di CO2.

Sebbene l'approccio sia ampiamente utilizzato, esso è anche al centro di critiche.

L'impronta ecologica ha parecchi limiti, riconosciuti dagli stessi autori. In primo luogo riduce tutti i valori ad un sola unità di misura, la terra. Ciò distorce la rappresentazione di problemi complessi e multidimensionali.

Relativamente all'energia, vi sono problemi di stima del rendimento; non si fa riferimento all'approvvigionamento da fonti non rinnovabili; non sono considerate altre emissioni oltre a quella di CO2; nel caso dell'energia nucleare le scorie radioattive sono semplicemente ignorate.

Poiché i consumi sono riferiti alle sole risorse rinnovabili, non viene misurata la dipendenza da risorse non rinnovabili (minerali, petrolio). Lo stesso si può dire per la produzione di rifiuti e di materiali non smaltibili.

L'inquinamento non è considerato, ad eccezione delle emissioni di CO2.

Da ciò deriva che:

  1. il danno ambientale reale è molto maggiore di quello che mostra l'impronta ecologica, perché non vengono considerati molti fattori degradanti;
  2. l'impronta ecologica fornisce utili indicazioni, ma rimane uno strumento non definitivo per le scelte dei governi: anche se si dovesse raggiungere la parità tra consumi e disponibilità questo non ci assicurerebbe la soluzione dei problemi ambientali.
Tabella delle Impronte Ecologiche di alcuni Stati:
Relativamente ad alcuni stati, i dati sono i seguenti. Per ogni paese è riportata l'impronta pro capite. Il dato va raffrontato con la biocapacità media mondiale che è di 1,78 ettari pro capite. (i dati sono tratti dall'edizione 2006 del Living Planet Report del WWF).

Austria 4.9
U.S.A 9.6
Australia 6.6
Svezia 6.1
Canada 7.6
Francia 5.6
Italia 4.2
Spagna 5.4
Argentina 2.3
Cina 1.6
Egitto 4.2
Etiopia 0.8
India 0.8
Mondo 1.78

APPROFONDIMENTI:
  1. Calcola la tua impronta ecologica: www.footprint.ch (il sito è ottimizzato per abitanti della Svizzera, troverete alcune sigle che da noi non esistono, ma aiuta ad avere un'idea...)
  2. Consulta gli scenari mondiali previsti dal WWF
  3. Alimentazione e Ambiente: cosa ha comportato l'aumento della carne nell'alimentazione?
  4. Sai cosa mangi?
  5. Piramide alimentare naturale
Post Scrittum: no, non sono vegetariano... però... mi sa che comincerò a ridurre il consumo di carne (chiamiamolo fioretto!)

martedì 20 maggio 2008

In Italia c'è qualcosa che non va


Ditemi se dimentico qualcosa...
Non so, ho dimenticato qualcosa? Ah si, gli approfondimenti.

PS: se qualcuno vede lati positivi negli ultimi avvenimenti è pregato di comunicarmeli; verrà loro dato ampio spazio.

Onde è da notare che, nel pigliare uno stato, debbe l'occupatore di esso discorrere tutte quelle offese che li è necessario fare; e tutte farle a un tratto, per non le avere a rinnovare ogni dì, e potere, non le innovando, assicurare li uomini e guadagnarseli con beneficarli. Chi fa altrimenti, o per timidità o per mal consiglio, è sempre necessitato tenere el coltello in mano; né mai può fondarsi sopra li sua sudditi non si potendo quelli per le fresche e continue iniurie assicurare di lui. Perché le iniurie si debbono fare tutte insieme, acciò che, assaporandosi meno, offendino meno: e' benefizii si debbono fare a poco a poco, acciò che si assaporino meglio. E debbe, sopr'a tutto, uno principe vivere con li suoi sudditi in modo che veruno accidente o di male o di bene lo abbi a far variare: perché, venendo per li tempi avversi le necessità, tu non se' a tempo al male, et il bene che tu fai non ti giova, perché è iudicato forzato, e non te n'è saputo grado alcuno.
(Nicolò Machiavelli)

venerdì 16 maggio 2008

Sindrome da Cassandra

Immagine da http://www.movieconnection.it/schede/storia_infinita.htm

"Avete mai sentito avanzare il nulla? Fa un rumore sordo, i colori sbiadiscono, il mondo sembra tremare, il regno della fantasia cade a pezzi."

Sì, l'ho sentito avanzare. Ora sì...

E mi sento sempre più come Atreju. A volte mi sento l'ultimo rimasto a combattere contro il mondo che cade a pezzi; sento che mi viene portata via ogni speranza nel mio futuro e nel futuro dei miei figli. A volte mi assale una stanchezza cronica, costellata di pessimismo. A volte mi sento fuori luogo, mi sento totalmente impotente, costretto a pedalare su una bicicletta dalla qualche qualche buontempone ha rubato la catena.

Che stanchezza... forse ho davvero bisogno di una pausa. Take it easy, si dice oltreoceano....

E' ormai da tempo che mi interesso di questioni "sociali", politiche, economiche, ecologiche... beh, queste forse da più tempo, dato che sono sempre stato sensibile all'argomento. Ma ora che mi sto addentrando maggiormente nel problema, ora che dedico molto del mio tempo alla ricerca di informazioni per cercare di rendere questo blog interessante, per cercare di renderlo un luogo di confronto e di informazione, oltre che per crescere io stesso... beh, ora comincio ad udire il sordo rumore del nulla.

Mi sento un folle invasato che urla nel deserto, là dove nessuno può sentirlo. Mi sento un uomo in un paese di ciechi, che cerca di avvertirli che dall'alto stanno cadendo innumerevoli massi, che lui vede! Mi sento come se qualcuno mi avesse investito del compito di salvare tutti quei ciechi... anche se, di fatto, non è così. E forse non è neppure possibile salvare chi non vuole essere salvato. O forse, ancora, sono solo un illuso e tutto ciò in cui credo, in realtà, è falso e sbagliato. In tal caso forse mi sentirei sollevato!

Questo un pò fa parte del mio carattere. Non a caso mi soprannominano "il supereroe", vuoi per i miei valori, vuoi per i miei ideali, vuoi perchè cerco sempre di far sì che tutto vada a finire per il meglio, che ci sia sempre un lieto fine.

Ma a volte è davvero stancante, per me, stare al mio stesso passo. Perchè non conosco limiti! Cerco di fare sempre di più, di sapere sempre di più, di comunicare sempre di più, sempre meglio. Quante volte, seguendo il volo dei miei pensieri, mi sono ritrovato a ragionare su "ma se dovessi spiegare questa cosa ad uno che non la conosce, come farei? Quali esempi userei? Quali metafore?"

Più mi impegno, più cerco di comunicare ciò che penso, ciò che sento dentro, ciò che ritengo possano essere conclusioni condivisibili perchè nate da processi logici chiari, semplici e lineari (come ad esempio il discorso del riciclaggio), più vado ad infrangermi, onda dopo onda, contro gli appuntiti scogli dell'abitudine, vado ad arenarmi nelle secche della cattiva informazione, che ha inaridito la mente delle persone e le ha spinte a pensare semplicemente, inconsciamente ed orribilmente a senso unico. Vado a perdermi nell'oceano della pochezza, che relega i valori a "relitti del passato" e chi ancora ne ha a "sciocco", alla deriva fra sirene che mellifluamente insinuano che non vi è altra verità oltre a quella che fanno vedere in TV, a credere che la politica sia ancora oggi lo scontro fra ideologie diverse, a credere che Travaglio è un diffamatore, a credere che Grillo è totalmente in mala fede, a credere che l'informazione va bene così com'è, che l'Italia, dopotutto, va bene così com'è, che alla fine l'importante è divertirsi, avere una bella macchina, vedere culi di ballerine e non pensare al futuro ma solo al presente.

Quotidianamente ormai mi ritrovo impelagato in discussioni, mi ritrovo a ripetere continuamente le stesse cose, ad affrontare dieci volte lo stesso ragionamento con dieci persone diverse che oppongono la stessa motivazione: "ma gli inceneritori servono! O vuoi andare a finire come Napoli? E' utopia la strategia rifiuti zero!"; oppure "decrescita? Ah tu sei un altro di quei pazzi che vuole tornare al medioevo?"; oppure "l'umanità è così, non la si può fermare", e via di questo passo....

Ma dico io, non li vedete i massi che cadono? Spostatevi! Maledizione, spostatevi!

I lati positivi? Di tanto in tanto, spira qualche soffio di brezza, trapela qualche raggio di sole. Soffia qualche refolo amico, che mi ricorda che non sono solo, che ce ne sono altri come me, che seguono la mia stessa rotta ma forse sono solo un pò distanti, ma li posso sentire. Persone disposte a ragionare con la propria testa, che ricordano che il futuro dei nostri figli è nelle scelte di oggi, che nella vita c'è qualcosa di più elevato della quotidianità, e che noi in questo qualcosa siamo coinvolti.

Queste persone sono gli altri blogger, coloro che ancora combattono come me, coloro che non si arrendono, che resistono, che non vogliono essere sommersi dalla marea del nulla.

A voi tutti, grazie.

giovedì 15 maggio 2008

Festival Energia a Lecce: "Vivere ecocompatibile"


Articolo di Agnese Bertello, tratto da www.festivaldellenergia.it

Intervista ad Andrea Poggio, Vice Direttore generale di Legambiente.

Di efficienza energetica, risparmio e consumi si parla al Festival:

domenica 18 maggio 2008, ore 10.30 con Domenico Laforgia e Tommaso Franci nella Sala della torre del Castello Carlo V

domenica 18 maggio 2008, ore 11.00, talk show: Obiettivo 20-20-20. Più rinnovabili, più efficienza, meno emissioni. Sala delle conferenze del Rettorato Università del Salento.

Individuare un equilibrato mix di fonti in attesa che le rinnovabili diventino una soluzione concreta, investimenti in ricerca e tecnologia, accordi internazionali sempre più stringenti per costringere i singoli stati a comportamenti ecologicamente più compatibili: le azioni da compiere, le scelte da prendere per cercare di difendere la nostra cara vecchia Terra sono tante, ma spesso sembra che la soluzione dei problemi sia nelle mani di entità altre e lontane. Invece anche i cittadini possono fare molto e le loro scelte possono arrivare a influire a livello globale, soprattutto se il mercato sa farsi carico di esigenze e domande che stanno emergendo con sempre più chiarezza.
Ne parliamo con Andrea Poggio.

I timori per la salute del pianeta ci costringono a riflettere sul nostro stile di vita. Risparmio, riduzione di consumi, efficienza: siamo pronti per tutto questo?
Da un lato, cambiare i comportamenti sociali, lo stile di vita quotidiano, è una delle operazioni più complesse per una civiltà, ma dall’altro è evidente che oggi la spinta in questa direzione è molto forte. La domanda di servizi sostenibili che si registra è molto alta e credo che presto questo darà un forte slancio allo sviluppo di un mercato competitivo.

A quali tipi di servizi si riferisce concretamente?

Dal bike sharing al car sharing alla organizzazione di flussi del personale nelle aziende, all’acquisto di pannelli solari per le case di proprietà. Nei paesi europei, e anche in Italia, la domanda principale è quella per la climatizzazione degli appartamenti. Le nuove case che si stanno costruendo in alcune regioni d’Europa consumano fino a 8/10 volte meno di quelle di 10 anni fa. Si tratta di case molto efficienti che consento di fare totalmente a meno delle fonti fossili: si abbattono completamente le emissioni e nello stesso tempo si innalza lo standard di confort abitativo.
Il tasso di crescita annuale di questi servizi dice chiaramente che la rapidità di diffusione è simile a quella dei prodotti tecnologici. In pochi anni questi sistemi possono arrivare a diffondersi enormemente. E spesso, a questo scopo, è più efficace una regolamentazione legislativa chiara che degli incentivi economici. È l’etichetta economica a mettere fuori mercato i costruttori che progettano nella vecchia maniera.

È davvero possibile ottenere risultati efficaci in termini di risparmio di energia complessivi con comportamenti individualmente più responsabili?
Se questi sistemi si impongono, la variazione in termini di risparmio energetico non sarà di qualche punto percentuale, ma di un ordine di grandezze significativo. Le tecnologie sono mature, è l’apprendimento delle stesse da parte di artigiani, architetti, costruttori e anche utenti che non è ancora matura.
Dobbiamo considerare l’efficienza come una fonte di energia essa stessa. Il Libro Bianco dell’Unione Europea sull’efficienza energetica pubblicato nel 2007 riporta un diagramma che indica l’evoluzione dell’uso delle varie fonti energetiche dagli anni Settanta fino a oggi. Ebbene: la fonte che è cresciuta maggiormente è proprio l’efficienza energetica, che viene valutata in negajoule. L’efficienza energetica non è domani, è oggi.

Come riuscire a portare a livello di sistema queste spinte che oggi sono per lo più scelte individuali?
La vera carenza di oggi non sono tanto le leggi, né la voglia di cambiamento degli italiani, ma l’offerta di mercato. Tutti vorrebbero l’autonomia energetica; quello che manca è un’industria, dei professionisti, una rete di vendita che porti l’offerta alle persone, ai cittadini. Gli incentivi e il sostegno del Governo a chi mette i pannelli solari sono altissimi, eppure i cittadini che hanno fatto questa scelta sono relativamente pochi, almeno se li confrontiamo con i 3.000.000 di italiani che hanno scelto di approfittare degli incentivi per rottamare l’auto e comprarne una nuova. Perché questo accade? Semplicemente perché l’industria automobilistica è molto più organizzata da questo punto di vista






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mercoledì 14 maggio 2008

Il treno della Crescita spregiudicata


di Massimo De Maio; articolo di www.decrescitafelice.it

Apprendiamo dai mezzi d’informazione che “crescita” è la parola chiave del discorso con il quale Silvio Berlusconi ha chiesto alla Camera la fiducia al suo quarto governo.

Al Presidente del Consiglio vogliamo ricordare che sono già cresciuti a dismisura gli indicatori ambientali e sociali che suggeriscono, invece, un deciso cambio di rotta nella direzione di una riduzione drastica dei consumi. Sono cresciuti i rifiuti urbani del 12% negli ultimi 5 anni fino a raggiungere i 32 milioni di tonnellate/anno nel 2006. È cresciuta la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera fino alle 390 parti per milione - negli ultimi 650.000 anni non aveva mai superato le 300 parti per milione. Allo stesso tempo crescono le temperature medie del pianeta e i fenomeni climatici estremi crescono in numero e intensità. È cresciuto il livello di inquinamento delle nostre città e il numero di persone, soprattutto bambini, che si ammalano a causa della cattiva qualità dell’aria. È cresciuta la percentuale di terreni agricoli desertificati a causa dell’agricoltura chimica e intensiva, fino al 27%, un terzo del totale. È cresciuta l’impronta ecologica degli italiani: oggi consumiamo 2 volte e mezza le risorse naturali che un territorio grande quanto l’Italia sarebbe capace di produrre. È cresciuto il prezzo del petrolio, fino a superare i 120 dollari al barile. È cresciuta la disoccupazione e la precarietà del lavoro contemporaneamente alla crescita della globalizzazione dei mercati e dell’economia. È cresciuta la disoccupazione anche in seguito all’introduzione di impianti altamente automatizzati come gli inceneritori di rifiuti - l’inceneritore di Brescia occupa una decina di persone a fronte di un investimento di 350 milioni di euro, il centro di riciclo di Vedelago (TV), ne occupa 64!

Sono decine gli indicatori che indicano l’impossibilità di crescere ancora senza compromettere definitivamente la qualità della nostra vita: non c’è più lo spazio fisico per proporre, come si fa da decenni, una crescita infinita e senza limiti. C’è, invece, lo spazio per migliorare il nostro benessere attraverso una drastica riduzione dei nostri consumi, che in gran parte sono sprechi. Per produrre e consumare energia elettrica, sprechiamo la metà dei combustibili fossili che importiamo. Il 40% dei nostri rifiuti sono imballaggi che sprecano plastica, vetro, carta, metalli. Le nostre case sprecano oltre il 70% dell’energia usata per il riscaldamento. Crescere ancora significherebbe soprattutto far crescere ancora questi ed altri sprechi. Ridurre i consumi significherebbe, invece, creare nuove occasioni di lavoro nell’industria della riduzione dei rifiuti, del riciclaggio, dell’efficienza energetica, delle fonti rinnovabili di energia, ma significherebbe anche migliorare la qualità dell’aria, dell’acqua, del territorio e, in definitiva, della vita.

La qualità della nostra vita non dipende da quante merci riusciamo a consumare. Al contrario, ridurre l’invadenza delle merci e dei consumi nella nostra vita è l’unico modo per migliorarne la qualità: siamo giunti a un tale livello di spreco che qualsiasi attività umana può essere fatta con minore impiego di risorse naturali, minori scarti e minore inquinamento. Si tratta di una riflessione che proponiamo all’intera classe politica italiana per sollecitare un cambiamento epocale di cultura e mentalità oggi più che mai necessario.


Altro sull'argomento su questo blog: "una boccata d'aria pura"








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martedì 13 maggio 2008

Questa mi suona nuova!

Tratto da vodafone.it

Raccolta telefoni e batterie

La "raccolta telefoni, batterie e accessori" e' un progetto che Vodafone Italia ha sviluppato a partire dal 2000 con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla corretta gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici e ridurre i danni derivanti da una loro dispersione nell'ambiente.

Il progetto e':

  • innovativo, perche` primo e unico, cosi` strutturato, ad essere portato avanti con continuità da 8 anni in largo anticipo rispetto alla emanazione della direttiva RAEE (2002/96/CE);
  • capillare, perche` coinvolge tutta la rete di vendita con 800 negozi Vodafone One, 130 centri assistenza indipendenti, le sedi Vodafone, grandi aziende clienti;
  • di cultura ambientale, perche' ha lo scopo di informare i cittadini sull'importanza della raccolta differenziata di questo tipo di apparecchiature e li invita ad un comportaento rispettoso dell'ambiente, mentre Vodafone Italia garantisce il corretto smaltimento di tutti gli apparati raccolti e l'avvio al riciclo dei materiali
  • non esclusivo, perche` e' rivolto a tutti, anche ai clienti di altri operatori

Se hai un vecchio telefono che tieni nel cassetto e non sai come disfartene puoi:

  • Portarlo in uno degli 800 negozi Vodafone (clicca qui per conoscere quello piu' vicino)
  • Seguire il Recycling Tour 2008

Il Vodafone Recycling Tour 2008

Dopo il successo della prima edizione Vodafone ripropone il Recycling tour. Anche quest'anno l'iniziativa coinvolgerà le principali citta' italiane e ha come obiettivo la raccolta dei vecchi telefoni e diffondere un messaggio di consumo intelligente dell'energia.

Se vieni al punto di raccolta del Recycling Tour riceverai in omaggio 3 lampadine a basso consumo messe a disposizione da Enel.si. Non dimenticare di portare tutti i telefonini che tieni nel cassetto e che ormai non usi piu', con Vodafone avranno ancora tanta energia!

Citta' del Recycling tour (ORARI: 14.30 - 19.30)

Aosta12-13-14 maggio



Arco d'Augusto
Parma16-17-18 maggio



Viale Piacenza c/o viale Parco Ducale
Genova 20-21-22 maggio



Prato Della Valle
Padova 23-24-25 maggio



Piazza della Vittoria
Bergamo26-27-28 maggio



Piazza Matteotti
Catania12-13-14 maggio



Piazza Stesicoro
Lecce16-17-18 maggio



Piazza Mazzini
Caserta20-21-22 maggio



Piazza Pitesti
Perugia24-25-26 maggio



Piazza Danti
Ancona27-28-29 maggio



Piazza Quattro Novembre

Ogni telefono raccolto, sia nei punti vendita Vodafone sia durante il Recycling Tour, viene riusato o riciclato nella maniera più corretta contribuendo, allo stesso tempo, al progetto di costruzione di impianti fotovoltaici nelle scuole italiane.

Tutto il ricavato dalla rivendita o riciclo dei telefonini verrà destinato al progetto "pannelli nelle scuole".

Questo grazie anche alla collaborazione di Vodafone con Prima Tech Service, società specializzata nel recupero e nella rigenerazione di telefoni cellulari.

I telefoni consegnati nei punti di raccolta Vodafone vengono inviati ad impianti dedicati alla loro valutazione e selezione. Se ritenuti prodotti validi per un successivo riutilizzo, i cellulari vengono sottoposti ad un processo di verifica funzionale e di seguito opportunamente preparati per la loro ricommercializzazione. I prodotti che non superano i test di funzionalità vengono sottoposti ad un processo di disassemblaggio manuale necessario per ottenere parti omogenee, inviate successivamente ad impianti selezionati per recupero materia.

Per ulteriori informazioni visita il sito www.primatechservice.it

lunedì 12 maggio 2008

"Per parlare di energia ci vuole un Festival"

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“L'energia spiegata. Festival dell'Energia” (Lecce, 16-18 maggio 2008)

Il primo appuntamento globale per affrontare i temi più scottanti in tema di energia con una prospettiva integrata e improntata al dialogo e alla divulgazione.

Cambiamento climatico, ritorno del nucleare, accesso all'energia, ruolo delle fonti rinnovabili.
Insieme ai temi "alti" della politica e dell'industria, spettacoli, mostre, giochi, film, per una tre giorni piena di energia.

"Percorsi al futuro" il titolo di questa prima edizione.


Milano, 06 marzo 2008 - Lecce capitale dell'energia con un Festival nazionale per la prima volta dedicato interamente al tema. Il prossimo maggio il capoluogo salentino sarà teatro di incontri, dibattiti, laboratori e spettacoli, tutti all'insegna di uno dei cardini principali dello sviluppo mondiale: l'energia.

L'energia spiegata. Per parlare di futuro, di risparmio energetico e di energie possibili. Per promuovere una cultura capace di conciliare ambiente, sicurezza e sviluppo. Nelle strade e nelle piazze di Lecce il grande pubblico incontrerà esperti e scienziati, divulgatori e giornalisti, politici ed economisti, per una tre giorni piena di energia.

Progettato e realizzato da Aris, Agenzia di Ricerca Informazione e Società, in collaborazione con Assoelettrica, l'associazione confindustriale che riunisce le principali imprese operanti nel comparto elettrico, il Festival dell'Energia di Lecce si propone come primo appuntamento trasversale e integrato a livello nazionale per fare il punto su uno dei temi più impattanti a livello mondiale per lo sviluppo, l'economia e l'ambiente. Con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia e del Comune di Lecce, dell'Università del Salento, della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, della Fondazione Politecnico di Milano, della FAST - Federazione Associazioni Scientifiche e Tecniche, e con la partnership editoriale della Gazzetta del Mezzogiorno e di Quotidiano Energia.

Stiamo attraversando un momento storico in cui la preoccupazione per gli effetti del cambiamento climatico, le incertezze sul futuro energetico del Paese, le contestazioni alla realizzazione di impianti e infrastrutture diventano sempre più il riflesso di una nazione che si dibatte tra la tensione verso il progresso da una parte e il timore dei danni irreversibili all’ambiente e alla salute dall’altra.
In questo contesto è indispensabile un momento di confronto elevato, super partes e allo stesso tempo popolare, divulgativo, accessibile sul tema dell’energia e su come l’Italia potrà affrontare il necessario adeguamento del proprio sistema energetico in maniera sostenibile e rispettosa dell’uomo e del suo habitat.

Spiegare. Divulgare. Confrontarsi. Dibattere. Divertirsi. Emozionarsi. Imparare. Sono questi i verbi cui è stato scelto di legare la parola Energia e cui sono dedicate le diverse iniziative suddivise nelle quattro aree tematiche della manifestazione: Conversazioni, Sperimentazioni, Emozioni, Interazioni.

Percorsi al futuro” è il tema di questa prima edizione del Festival. Attraverso gli incontri, i talk show, i summit, si cercherà di approfondire l’analisi del panorama energetico attuale per arrivare a delineare il volto delle energie possibili, delle energie future.

Sul portale del Festival, www.festivaldellenergia.it, una descrizione dettagliata dei protagonisti, degli eventi, delle iniziative previsti dalla manifestazione: un programma in costante aggiornamento. Attraverso il portale, il pubblico potrà prenotare gli appuntamenti, creando una propria agenda, e conoscere da vicino i gli ospiti, gli sponsor, i partner, le istituzioni che hanno reso possibile questa importante iniziativa, destinata a riproporsi anno dopo anno come appuntamento chiave per un impostare un nuovo percorso per il futuro energetico del Paese.

Non mi è piaciuto molto l'accenno al nucleare ma... speriamo bene. Mi sembra una bella iniziativa mirata allo sviluppo sostenibile.









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Benvenuti nella Nuova Era


Simpatico filmatino del 1945...

Approfondimenti:

  1. il caso Travaglio - Fazio
  2. pagina Wiki dell'On.Schifani
  3. Reazione di Beppe Grillo
  4. Che vuol dire "diffamare"? Blog di Daniele Martinelli, con interessanti spunti di riflessione sul Piano di Rinascita Democratica (della loggia P2)

Post Scrittum: basta un pò di spirito di osservazione per accorgersi che tutte le critiche a Travaglio si rivolgano all'assenza di "contraddittorio" e nessuno urli allo scandalo dicendo che le sue affermazioni sono false...








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venerdì 9 maggio 2008

Chi non fa nulla per impedire un'ingiustizia....

http://www.wema.com/img2000/invisibili%20informazione%20libera.jpg

Chi non fa nulla per impedire un'ingiustizia ne diventa complice.


Il 6 Maggio 2008, durante la trasmissione televisiva Matrix, è andato in onda il consueto teatrino di (dis)informazione di regime. Nella fattispecie, sono state dette, come sempre, molte notizie false e tendenziose in merito agli inceneritori.

Per chi si fosse perso questa perla mediatica, riporto i brevi filmati delle parti "incriminate", cosicchè possiate da soli farvi un'idea.





Stanchi di far solo da spettatori a questo ignobile spettacolo, molti membri del meetup "per il bene comune" hanno deciso di inviare una lettera ad Enrico Mentana, che vi riporto integralmente:

Gentile Enrico Mentana,
con questo scritto vorremmo esprimere le nostre opinioni sul quadro da lei e dai suoi collaboratori offerto al pubblico televisivo durante la puntata di Matrix numero 95 di Martedì 6 maggio 2008, dal titolo: "GRILLO VERO O FALSO?"

Siamo una comunità di cittadini di vari comuni italiani che si ritrovano quotidianamente nei Forum e nei blog dedicati alla lista civica nazionale "PER IL BENE COMUNE".
Una rete di persone in continua crescita perchè come lei può ben immaginare, coloro che hanno votato "Per il Bene Comune" non hanno conosciuto il movimento grazie alla televisione ma perchè hanno cercato sulla rete e non solo, risposte non convenzionali, nuove, che rappresentassero le istanze a loro vicine.

Sul forum discutiamo di politica, ambiente, salute, e cerchiamo di farlo, per quanto possibile, con una mentalità aperta e positiva, con spirito proattivo e propositivo.
Non ci sentiamo "antipolitici" né tantomeno "nichilisti".
Siamo sicuramente "anticasta", se questo termine soddisfa la sua esigenza giornalistica.

Apprendiamo dal sito web del suo programma che "La puntata è stata seguita da una media di 1 Milione 746 mila spettatori con 6 Milioni e 735 mila contatti."

A nostro modo di vedere, 1 milione 746 mila spettatori hanno ricevuto, grazie al Suo programma, un'informazione incompleta, di parte e soprattutto falsata e viziata con trucchi usati abitualmente da commedianti televisivi e "esperti comunicatori".

Da qui la nostra volontà di segnalare a lei e a coloro che potranno e vorranno leggerci quelle che noi riteniamo essere scorrette:
- le tecniche audio/video utilizzate (regia)
- la tecnica di conduzione del confronto (moderazione)
- le inesattezze e sciocchezze riportate in alcune affermazioni senza che sia stata offerta dalla trasmissione alcuna possibilità di replica

Abbiamo spesso e da lungo tempo, come italiani, come lettori, come spettatori, assistito alla pesante manipolazione delle informazioni, alla continua falsificazione della verità, alla costante negazione del confronto informativo corretto, ma abbiamo deciso di smettere di subirlo in silenzio e lamentandosi solo sui forum.
La lista civica nazionale PER IL BENE COMUNE è nata da questa filosofia e intende mantenerla.
Ecco dunque le motivazioni di questo nostro tentativo di riequilibrio informativo, ben consci (esattamente come lei, il suo staff e la sua produzione e proprietà), che non potremo mai raggiungere il milionesettecentoquarantaseimila spettatori che secondo noi sono stati male informati.

A. - Ciò che riteniamo non corretta conduzione della regia
1) Ridicola la censura operata sul simbolo di PER IL BENE COMUNE oscurando la spilletta appuntata sulla giacca di Montanari nel filmato di repertorio. Alla faccia della casa di vetro. Non ricordo di avere mai visto nulla del genere su nessun altro simbolo di partito.
2) durante l'intervento del Dott. Montanari, l'inquadratura saltava da un ospite all'altro, andando a cercare e cogliendo le espressioni annoiate/divertite/sbuffi/risatine.
3) il Dott. Montanari è stato fatto parlare per primo, e si è dato ampio spazio alle opinioni discordanti. Al momento di far ribattere il Prof. Montanari è stata mandata la pubblicità; in questo modo molti telespettatori, cambiando canale, non hanno udito la risposta.
4) si é continuato a usare la parola termovalorizzatori, che é un termine che descrive in maniera errata gli inceneritori, termine che anche la Comunità Europea ci diffida dall' usare;
5) A margine, segnaliamo che riteniamo scandaloso che nel 2008 una rete come la vostra non sia in grado di garantire un costante collegamento audio di qualità durante i confronti televisivi.

B. - Ciò che riteniamo non corretta conduzione di un confronto televisivo
1) L'intervista svolta a Milano era colma di affermazioni date senza alcuna base informativa; gli intervistati sono stati palesemente scelti fra persone anziane, che non hanno alcun accesso all'informazione se non quella televisiva. Tutti ovviamente convinti della bontà degli inceneritori; l'unico intervistato contro gli inceneritori era un giovane un po' confuso e farfugliante.

C. - Ciò che riteniamo non corretto scientificamente o comunque bisognoso di una replica dato il poco tempo lasciato alla replica del Dott. Montanari
Rispetto alle affermazioni del Prof. Giuliani:
1) le emissioni dai camini di un inceneritore non sono lineari nel tempo poiché dipendono in massima parte dal materiale che viene bruciato, per cui, considerando che le rilevazioni sono discontinue nel tempo, com'è possibile ottenere dei dati sperimentali attendibili? Nessuna valenza statistica è opponibile!
2) "Il NUMERO di nanoparticelle dato dalla combustione in un inceneritore è uguale a quello dato dalla combustione di gas metano." Ma dimentica forse di effettuare gli opportuni distinguo riguardo alla pericolosità delle stesse, in quanto - ahimè - LE NANOPARTICELLE FUORIUSCENTI DAGLI INCENERITORI SONO ALTAMENTE CANCEROGENE. Non importa solo il numero di particelle prodotte, ma anche la loro massa, forma, composizione chimica, biocompatibilità. Il fatto che le micropolveri possano essere cancerogene è universalmente noto; basti pensare alla messa al bando dell'amianto a causa delle microfibre che questo libera quando è sottoposto a lavorazione e che, se respirate, "provocano infatti l'asbestosi, nonché tumori della pleura, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare." (fonte: AIRC: Mesotelioma, la triste eredità dell'amianto. Assoamianto: Patologie connesse all'amianto).
3) quando si é parlato di "economicità" degli inceneritori non è stato detto che questi stessi hanno bisogno del contributo dei famosi CIP 6 (fondi originariamente destinati solo alle fonti rinnovabili e poi deviati agli inceneritori), altrimenti non potrebbero continuare ad essere competitivi nei costi di incenerimento.
4)"questa attenzione alle nanoparticelle prodotte dalla termodistruzione non trova riscontro in nessuna parte del mondo". Ebbene, il 2 aprile, su http://www.cniid.org/espace_mailing/cp_20080402.htm sono stati resi noti i risultati definitivi della ricerca condotta da La Veille Sanitarie in Francia nelle popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento. I risultati preliminari erano stati presentati nel novembre 2006 ed avevano riguardato 135.567 casi di cancro insorti nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2.5 milioni di persone residente in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. Lo studio aveva considerato l?esposizione a diossine valutate in diversi percentili, trovando un aumento del rischio coerente col crescere dell?esposizione; in particolare nelle aree più esposte l? aumento del rischio era: sarcomi + 12.9% in entrambi i sessi, linfomi non Hodgkin + 8.4% , cancro al fegato +9.7 %, cancro alla mammella +6.9%, tutti i cancri nelle donne +4%. Orbene, le preoccupazione già a suo tempo emerse dai risultati preliminari, si sono ulteriormente rafforzate davanti ai risultati definitivi conteggiati a marzo 2008. (Fonte: www.stefanomontanari.net)


Questo scritto a lei inviato, sarà pubblicato sul nostro forum nonché diffuso in tutti i blog che lo vorranno pubblicare.
Una sua risposta, seppur inattesa, sarà eventualmente graditissima e riceverà lo stesso trattamento di pubblicazione e inoltro.

Ringraziamo anticipatamente per l'attenzione prestata alle nostre opinioni.

Gli utenti del Meetup per il Bene Comune.








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