giovedì 15 maggio 2008

Festival Energia a Lecce: "Vivere ecocompatibile"


Articolo di Agnese Bertello, tratto da www.festivaldellenergia.it

Intervista ad Andrea Poggio, Vice Direttore generale di Legambiente.

Di efficienza energetica, risparmio e consumi si parla al Festival:

domenica 18 maggio 2008, ore 10.30 con Domenico Laforgia e Tommaso Franci nella Sala della torre del Castello Carlo V

domenica 18 maggio 2008, ore 11.00, talk show: Obiettivo 20-20-20. Più rinnovabili, più efficienza, meno emissioni. Sala delle conferenze del Rettorato Università del Salento.

Individuare un equilibrato mix di fonti in attesa che le rinnovabili diventino una soluzione concreta, investimenti in ricerca e tecnologia, accordi internazionali sempre più stringenti per costringere i singoli stati a comportamenti ecologicamente più compatibili: le azioni da compiere, le scelte da prendere per cercare di difendere la nostra cara vecchia Terra sono tante, ma spesso sembra che la soluzione dei problemi sia nelle mani di entità altre e lontane. Invece anche i cittadini possono fare molto e le loro scelte possono arrivare a influire a livello globale, soprattutto se il mercato sa farsi carico di esigenze e domande che stanno emergendo con sempre più chiarezza.
Ne parliamo con Andrea Poggio.

I timori per la salute del pianeta ci costringono a riflettere sul nostro stile di vita. Risparmio, riduzione di consumi, efficienza: siamo pronti per tutto questo?
Da un lato, cambiare i comportamenti sociali, lo stile di vita quotidiano, è una delle operazioni più complesse per una civiltà, ma dall’altro è evidente che oggi la spinta in questa direzione è molto forte. La domanda di servizi sostenibili che si registra è molto alta e credo che presto questo darà un forte slancio allo sviluppo di un mercato competitivo.

A quali tipi di servizi si riferisce concretamente?

Dal bike sharing al car sharing alla organizzazione di flussi del personale nelle aziende, all’acquisto di pannelli solari per le case di proprietà. Nei paesi europei, e anche in Italia, la domanda principale è quella per la climatizzazione degli appartamenti. Le nuove case che si stanno costruendo in alcune regioni d’Europa consumano fino a 8/10 volte meno di quelle di 10 anni fa. Si tratta di case molto efficienti che consento di fare totalmente a meno delle fonti fossili: si abbattono completamente le emissioni e nello stesso tempo si innalza lo standard di confort abitativo.
Il tasso di crescita annuale di questi servizi dice chiaramente che la rapidità di diffusione è simile a quella dei prodotti tecnologici. In pochi anni questi sistemi possono arrivare a diffondersi enormemente. E spesso, a questo scopo, è più efficace una regolamentazione legislativa chiara che degli incentivi economici. È l’etichetta economica a mettere fuori mercato i costruttori che progettano nella vecchia maniera.

È davvero possibile ottenere risultati efficaci in termini di risparmio di energia complessivi con comportamenti individualmente più responsabili?
Se questi sistemi si impongono, la variazione in termini di risparmio energetico non sarà di qualche punto percentuale, ma di un ordine di grandezze significativo. Le tecnologie sono mature, è l’apprendimento delle stesse da parte di artigiani, architetti, costruttori e anche utenti che non è ancora matura.
Dobbiamo considerare l’efficienza come una fonte di energia essa stessa. Il Libro Bianco dell’Unione Europea sull’efficienza energetica pubblicato nel 2007 riporta un diagramma che indica l’evoluzione dell’uso delle varie fonti energetiche dagli anni Settanta fino a oggi. Ebbene: la fonte che è cresciuta maggiormente è proprio l’efficienza energetica, che viene valutata in negajoule. L’efficienza energetica non è domani, è oggi.

Come riuscire a portare a livello di sistema queste spinte che oggi sono per lo più scelte individuali?
La vera carenza di oggi non sono tanto le leggi, né la voglia di cambiamento degli italiani, ma l’offerta di mercato. Tutti vorrebbero l’autonomia energetica; quello che manca è un’industria, dei professionisti, una rete di vendita che porti l’offerta alle persone, ai cittadini. Gli incentivi e il sostegno del Governo a chi mette i pannelli solari sono altissimi, eppure i cittadini che hanno fatto questa scelta sono relativamente pochi, almeno se li confrontiamo con i 3.000.000 di italiani che hanno scelto di approfittare degli incentivi per rottamare l’auto e comprarne una nuova. Perché questo accade? Semplicemente perché l’industria automobilistica è molto più organizzata da questo punto di vista






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2 commenti:

Melina2811 ha detto...

Un piccolo giro sui vari blog per lasciare saluti ed augurare una buona serata a tutti. Maria

anita ha detto...

A proposito dello stile di vita quotidiano di cui si parla nell'intervista: sono in Belgio da qualche mese per motivi di studio, e quello che salta all'occhio è proprio l'organizzazione e gli incentivi che ci sono nelle piccole cose: servizi di noleggio bici, piste ciclabili efficenti (dalle mia parti, a Padova, sono strutturate malissimo...paradossalmente diventano pericolose), batterie non ricaricabili con un prezzo esageratamente più alto rispetto alle ricaricabili... un sistema di raccolta rifiuti parecchio rigoroso. Ma i risultati sono tangibili!

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