sabato 31 maggio 2008

Quanto costa l'abbonamento alle figuracce?

Fonte: il Sole 24 Ore

Nuove batoste sul governo Berlusconi dalla stampa estera. Il carico da novanta lo mette ancora una volta l'Economist, in un'analisi sulle riforme in Italia. Dopo la netta vittoria elettorale, scrive l'Intelligence Unit ViewsWire in un servizio consultabile sul sito del settimanale britannico, la coalizione di centro-destra «non avrà scuse» se non approva le tanto necessarie leggi per risollevare l'economia italiana e migliorare l'efficienza delle istituzioni e della pubblica amministrazione. «Ma viste le tendenze populiste dell'alleanza del primo ministro e la probabilità che vengano alla ribalta le divisioni della coalizione, le speranze di un radicale cambiamento nella politica economica che migliori drasticamente la performance di crescita e i fragili conti pubblici dell'Italia si dimostreranno probabilmente infondate».

Secondo l'Economist, la sfida principale del governo sarà di rilanciare l'attività economica senza ribaltare il recente miglioramento delle finanze pubbliche. «Questo sarà difficile». La crescita economica e la lotta all'evasione avevano contribuito a ridurre il deficit dal 4,2%
del Pil nel 2005 all'1,9% nel 2007 e l'aumento del rapporto debito-Pil del 2005-06 aveva registrato l'anno scorso un'inversione di tendenza. Con il pacchetto di tagli fiscali, sottolinea l'Economist, ci vorrebbe un rigido controllo della crescita delle spese, «ma questa sembra una prospettiva improbabile», visti i grossi piani di spesa del governo e gli ostacoli politici e amministrativi ai tagli di spesa, specie alla spesa sanitaria delle regioni. Con gli interessi sul debito in salita, c'è il rischio che nel 2009 il deficit sfondi il tetto del 3% fissato per i paesi dell'eurozona.

L'analisi passa in rassegna le misure messe a punto dal governo. La detassazione degli straordinari e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, «puntano a rilanciare la fiducia» in un momento difficile per l'economia, sostenendo i redditi delle famiglie e riducendo il peso fiscale. Ma queste misure «hanno una portata limitata», con un effetto potenziale sul Pil di 0,2 punti percentuali. Sulla liberalizzazione dei servizi, il governo procederà con cautela, poiché molti settori fanno parte della sua base elettorale. Il caso Alitalia, secondo l'Economist, «ha gettato dubbi sulle intenzioni del governo» per quanto riguarda le privatizzazioni. Il governo potrebbe mostrare più determinazione nell'aumentare la produttività del settore pubblico e aumentare la competizione con il settore privato. Misure per rendere più efficiente il settore pubblico erano state varate dai precedenti governi, ma non sono mai state applicate. «La volontà di affrontare la resistenza a cambiamento dei sindacati del settore pubblico» sarà per il governo un «test eloquente» del suo impegno per la riforma economica.

Ma la più grande fonte di instabilità della coalizione è la Lega Nord, partito anti-immigrazione e protezionista. Il giro di vite sull'immigrazione «ha già causato tensioni» con l'Ue. Inoltre la Lega è contraria a cooperare con il centro-sinistra sulle riforme istituzionali ed elettorali. Quanto al federalismo fiscale, conclude l'analisi, viste le tensioni all'interno della coalizione «c'è il rischio che le misure siano congegnate male e applicate male, con il risultato di deteriorare le finanze pubbliche dell'Italia».

Il rischio di aumentare il debito pubblico è messo in evidenza anche dal Wall Street Journal, in un commento di Henry Sokolski focalizzato sulla scelta nucleare. Il debito è già il terzo al mondo e il governo italiano sembra
ansioso di «scavare più a fondo». Gli impianti nucleari promessi da Berlusconi «non saranno mai costruiti».

Sokolski cita tre ragioni: i costi di costruzione astronomici, i tempi di costruzione da uno a due decenni, il fatto che nessuna comunità italiana voglia un reattore nucleare nelle vicinanze. I reattori di quarta generazione promessi – osserva l'esperto - non sono ancora stati pienamente progettati e ci vorranno 20-25 anni per costruirli. II reattori nucleari non risolveranno nessun problema energetico almeno per un decennio, mentre gli alti costi e l'opposizione politica sono significativi e immediati.

E allora perché fare un annuncio ora? Gli esperti di energia si legge sul quotidiano finanziario Usa sospettano che l'annuncio di Berlusconi faccia parte di uno sforzo a lungo termine delle maggiori aziende di servizi pubblici europee di far fuori i concorrenti minori, facendo in modo che ci siano massicci appoggi governativi per programmi nucleari grandi e costosi. «Gli italiani e gli europei possono solo sperare che questa congettura sia semplicemente sbagliata». Spezzando una lancia per la concorrenza nel settore energetico, Sokolski conclude dicendo che l'Italia e l'Europa «farebbero bene a stare lontane da investimenti energetici che nessuna banca privata farebbe senza il sostegno del governo. Per il momento, ciò deve comprendere il nucleare».

Altri approfondimenti dal blog "verrà un giorno": That's all fake!




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3 commenti:

Federico ha detto...

Grazie mitico! Grazie per avermi citato :) Articolo molto utile. Almeno mi rendo conto che anche all'estero la pensano come noi e non siamo solo dei pazzi visionari comunisti..

anita ha detto...

...dimentichi mangiabambini... ;/

Comunque...l'abbonamento alle figuracce costa tanto tanto!

Pape Satan Aleppe ha detto...

Ottimo articolo.
Chissà se l'opinione pubblica internazionale riuscirà a svegliare qualche coscienza ....
Ho copiato sul mio blog il link che hai della stampa estera .. molto interessante.
Per il resto ... speriamo bene ...

Art. 1 bis

L'Italia è una Repubblica Ipocrita fondata sulle Emergenze.

Emergenza odierna: ODIO E AMORE

Emergenze "risolte"
(?): CANI KILLER, STUPRI, RIFIUTI, TERREMOTO, FEBBRE SUINA, , PETROLIO, ALITALIA, MALTEMPO ,SICUREZZA , IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, GIUSTIZIA AD OROLOGERIA,NOEMIGATE, RIFIUTI IN SICILIA... la lista non è da ritenersi esaustiva