sabato 7 giugno 2008

Il vampiro colpisce ancora

Ebbene sì, ecco un altro articolo "succhiato" da un altro blog. Ma dovete capirmi... è giugno, nel salento ci sono 30 gradi ed un mare stupendo; è sabato; per la strada sono inondato di luce dorata, il sole cocente si riflette sul fieno giallo, che lascia ogni tanto intravedere la terra rossa e qualche papavero... quando la strada digrada leggermente, si intravede in lontananza il mare e una vela bianca. E l'Italia è ormai un paziente incurabile.

Capirete bene che il mio spirito combattivo può subire dei cali. Rischio di cadere nella spirale del "ormai siamo fottuti", che poi è parente del "mi godo la vita finchè ce l'ho".

Questo processo involutivo comporta varie conseguenze, delle quali la prima e più rilevante ai fini di chi legge questo blog è la seguente: "smettere di informarmi e di pensare, godermi la natura finchè esiste ancora e pregare Dio".

Costruiscono una centrale nucleare a Nardò? Basta non saperlo, si vive abbastanza bene. Poi se succede l'incidente amen. La Puglia diventa la nuova campania per l'emergenza rifiuti? Basta non saperlo, almeno nell'ATO LE/3 fanno la raccolta porta a porta. Vivo in un ambiente cancerogeno, dato che a Taranto, dove lavoro, si produce un terzo della diossina italiana? E vabè. Morirò.

Dopo questo interessantissimo prologo, provvedo a postarvi un articolo degno di tal nome. Meno male che c'è ancora qualcuno che lo spirito combattivo lo conserva...

Dal blog di Raoul Mantini


Qualche mese fa la stampa ufficiale sentenziava che da un Paese dove Beppe Grillo fa l’economista e Gino Strada il negoziatore non ci si poteva aspettare nulla di buono.

Sono perfettamente d’accordo.

In un Paese in cui un comico è più credibile dei vari Brunetta o Tremonti ed un medico riesce ad ottenere risultati laddove il Ministro degli Esteri D’Alema annaspava come un pulcino nella stoppia, effettivamente c’è qualcosa che non funziona.

Ma c’è di molto peggio.

L’Italia è un Paese strano.

In Italia, ad esempio, Buttiglione e Vattimo sono filosofi, Sgarbi è un intellettuale, Taricone un attore, Veronesi e Giugliano grandi scienziati, Vespa e Mentana sono giornalisti, la Carfagna un ministro, la Carlucci un eurodeputato, Veltroni e la Santanchè dei leader politici, Luciani e Cimoli dei manager, Realacci e Testa due ambientalisti.

Se al posto della repubblica avessimo avuto ancora la monarchia, perfino Emanuele Filiberto di Savoia sarebbe diventato re.

L’Italia è forse l’unico Paese al mondo in cui la notorietà genera spontaneamente autorevolezza: più sei illuminato dai riflettori e più puoi sentirti libero di dire ogni sorta di castroneria nella certezza di essere creduto da milioni di allocchi che, dall’altra parte dello schermo, stanno lì a bocca aperta pronti a bere l’imbevibile.

Scriveva Pasolini che gli italiani hanno, nei confronti della televisione, un atteggiamento di totale sudditanza psicologica: è sufficiente far passare un’informazione, sia essa vera o falsa, attraverso lo schermo per trasformarla in dogma agli occhi delle masse.

Ciò fu abbondantemente dimostrato sul piano pratico da un signore che nel 1993 si inventò un bel partito per il bene del popolo e, reclamizzandolo con un’impressionante raffica di spot, in pochi mesi vinse le elezioni ed iniziò subito ad aggiustare le sue magagne giudiziarie e finanziarie.

L’annullamento di ogni differenza sostanziale fra maggioranza e opposizione, e l’esclusione dalla vita politica del Paese di tutte le forze che si ostinavano a mantenere anche una sola parvenza di impianto ideologico, hanno fatto sì che funamboli del nulla assoluto come Sorgi, Facci, Stella, Testa e via dicendo divenissero i padroni incontrastati del cosiddetto “opinionismo”.

E i danni di questa “deriva del nulla”, dal punto di vista culturale nonché, in ultima analisi, anche sociale, sono già facilmente riscontrabili anche se, ancora, difficilmente quantificabili.

L’ultimo saggio di Chicco Testa, ospite ieri sera da Santoro ad AnnoZero, da una parte ha contribuito ad aggiungere disinformazione alla disinformazione dilagante in quanto seminata dai principali mezzi di comunicazione di massa, dall’altra ha fatto emergere il livello di incompetenza, di gretta ignoranza e di dozzinale pressappochismo che caratterizza questi maldestri giocolieri delle mezze verità.

Dopo aver parlato a sproposito per tutta la puntata dimostrando di non avere la minima padronanza della materia su cui, con performante sicumera, stava dissertando - ovvero la gestione dei materiali post-consumo (impropriamente chiamati “rifiuti”) - il Chicco nazionale è arrivato ad affermare che “le ceneri dei termocombustori sono materiali inerti, quindi non pericolosi”.

Abbiamo buoni motivi per credere che un pur minoritario, ma tuttavia consistente coro di pernacchie si sia sollevato all'unisono da più parti del Paese.

Le ceneri e le scorie degli inceneritori, che per peso ammontano a circa il 30% del quantitativo di rifiuti incenerito (esattamente dal 20 al 25% di scorie e intorno al 5% di ceneri) rientrano nella categoria dei cosiddetti rifiuti speciali tossico-nocivi, per cui debbono essere inviate in Germania, dove vengono stoccate in discariche speciali situate in miniere di salgemma abbandonate.

Testa non lo sapeva. Non sapeva nemmeno, mesi fa, che il carbone pulito è un’idiozia, una fantatecnologia da Star Trek con cui qualcuno vuole convincere le popolazioni del Polesine e dell’Alto Lazio che impiantare due megamostri a carbone da 2600 MW non comporterà alcun effetto dannoso per la salute dei residenti, per l’agricoltura e per la pesca. Testa diceva che la Cina e l’India inquinano così tanto che, centrale più o centrale meno, di merda ne respiriamo comunque a tonnellate.

E’ vero. Ma, piccolo particolare, l’umanità si trova a dover tentare di salvare il Pianeta dalla catastrofe, e non di finire di spremerlo come un limone, quasi ne avesse un altro su cui andare a vivere. Questo è un concetto che nella testa di Testa non ha trovato asilo.

Tralasciamo tutto il resto, su cui è meglio stendere un velo pietoso. Sorvoliamo sui dietrofront di questo "ambientalista per professione", che nel 1987 fu tra i promotori del referendum contro il nucleare ed ora va in giro a raccontare che "non è immaginabile un mondo senza il nucleare". Sorvoliamo sul periodo di presidenza dell'ENEL, sorvoliamo su tutto.

Un capitolo a sé meriterebbe il suo insigne collega Realacci, altro apologeta dell’ “ambientalismo del sì”, che consiste nell’autodefinirsi ambientalisti e dire di sì a tutti gli scempi possibili ed immaginabili, dagli inceneritori al ponte sullo Stretto, dalla perforazione delle rocce amiantifere della Val di Susa al Mose, tutte “grandi opere” guarda caso targate Impregilo...

Ma forse non è un caso che gente come Testa e Realacci vengano chiamati a parlare di ambiente nei salotti televisivi: la loro totale ignoranza in materia ambientale, forse mista a malafede e ad una buona dose di faziosità sviluppista, li rende degni rappresentanti di spicco di un sedicente movimento ambientalista autoreferenziale e trasversale in una penisola dove tutto è a rovescio.

2 commenti:

lucilla ha detto...

Anche nei momenti di maggiore sfiducia e stanchezza, dobbiamo tenere duro: anche il solo"non andare avanti, ma non arretrare nemmeno" é fondamentale per poter raccogliere di nuovo le forze.A volte guardiamo troppo avanti e cose troppo grandi, a volte é meglio concentrarci su cose piccoline ma ugualmente importanti, che se riusciamo a realizzare ci danno la forza di rialimentare la scintilla e riaccendere il fuoco della verità che é dentro di noi. A volte basta solo un amico....leggi www.ideepulite.blogspot.com

Pape Satan Aleppe ha detto...

Quello che dice Pasolini è tristemente vero: finchè ci sarà questo rapporto tra italiano e Tv è finchè la Tv non sarà libera ... in Italia chiunque può fare il ministro ...

Art. 1 bis

L'Italia è una Repubblica Ipocrita fondata sulle Emergenze.

Emergenza odierna: ODIO E AMORE

Emergenze "risolte"
(?): CANI KILLER, STUPRI, RIFIUTI, TERREMOTO, FEBBRE SUINA, , PETROLIO, ALITALIA, MALTEMPO ,SICUREZZA , IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, GIUSTIZIA AD OROLOGERIA,NOEMIGATE, RIFIUTI IN SICILIA... la lista non è da ritenersi esaustiva