mercoledì 4 giugno 2008

Vertice FAO: diagnosi divergenti.


Un piano d'azione globale per garantire la sicurezza alimentare, affrontare i cambiamenti climatici e regolamentare la produzione di biocarburante. E' la sfida cui sono chiamati a rispondere i quaranta tra capi di Stato e di governo presenti al vertice Fao di Roma, che ha richiamato 4.749 rappresentanti di 183 Paesi. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha aperto i lavori, ha parlato di "crisi drammatica" per superare la quale "non si puo' fare affidamento sulle virtu' riequilibratrici del mercato". Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha proposto un piano strategico globale con misure a breve e a lungo termine per frenare l'impennata dei prezzi dei generi alimentari. Alla base, un aumento degli aiuti all'agricoltura per arrivare nel 2030 ad aumentare del 50 per cento la produzione di cibo.
Ricetta rilanciata dal direttore generale della Fao, Jacques Diouf, per il quale "servono 30 miliardi di dollari l'anno". Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha presieduto la prima parte dei lavori, ha chiesto di "togliere i vincoli Ue per gli aiuti ai Paesi poveri". Diversa la posizione del presidente argentino, signora Christina Kirchner, per la quale "il problema non sta nella produzione ma nella distribuzione del cibo". D'accordo il presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva, per il quale "la soluzione non e' nel protezionismo ma nell'eliminazione dei sussidi" e "in un cambio radicale del modo di pensare e agire" rappresentato dal bioetanolo. Linea sposata dal presidente francese, Nicolas Sarkozy che ha annunciato il raddoppio degli aiuti della Francia. Sul fronte del biofuel, il presidente egiziano Hosni Mubarak ha pero' ribadito che "non devono togliere cereali al'alimentazione". Il premier spagnolo Jose Luis Rodriguez Zapatero ha proposto alla Fao un nuovo vertice in autunno per mettere a punto una "carta della sicurezza alimentare". Ma per il presidente iraniano, Mohamud Ahmadinejad, la crisi alimentare e' responsabilita' delle "volonta' diaboliche" che operano nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Durissimo e' stato l'intervento del presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, il quale ha accusato l'agenzia Onu per di trattare "come mendicanti" i Paesi in via di sviluppo: Non continuate a imporci istituzioni ed esperti.
L'Africa non e' piu' come vent'anni fa. Basta con questa farsa". Il presidente dell'Eritrea, Isaias Afwerki, ha espresso il timore che l'attenzione alla crisi alimentare sia "effimera" e si esaurisca con questo vertice romano. La situazione e' "particolarmente grave per coloro che gia' erano poveri ed e' inaccettabile e imprudente dal punto di vista politico abbandonarli di nuovo".
(AGI) - Roma, 3 giugno -
Approfondimenti:
  1. Vacche grasse, bambini magri; L’Europa è in grado di produrre abbastanza vegetali da nutrire tutti i suoi abitanti, ma non i suoi animali. Solo il 20% delle proteine vegetali destinati agli animali d’allevamento proviene dall’interno, il resto viene
    importato dai paesi del sud del mondo, impoverendoli
    ulteriormente, e sfruttando le loro risorse ambientali.
    (Fonte: Commissione Europea)
  2. Valutazione dell'impatto ambientale dei vari tipi di alimentazione (file pdf)
  3. Biodiesel e morti di fame
  4. Biomasse, croce e delizia
  5. Impronta ecologica
Decrescere significa anche curare la propria alimentazione; più carne si mangia, più risorse sono necessarie per sfamare il genere umano. L'impronta ecologica di un paese carnivoro come gli Stati Uniti è sei volte più grande di quella di un paese ad alimentazione prevalentemente vegetariana come l'India o la Cina.

1 commento:

lucilla ha detto...

Ho letto che i cereali che vengono utilizzati per sfamare gli animali da allevamento dei quali il mondo sviluppato si nutre, potrebbe ampiamente sfamare tutta la popolazione sottonutrita del mondo. La responsabilità é, secondo me, in parte delle abitutini alimentari errate promosse dal "benessere" e in parte delle scelte che anche i governi dei paesi del terzo mondo portano avanti, promuovendo coltivazioni destinate al grasso occidente e lasciando morire di fame il proprio popolo.

Art. 1 bis

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Emergenza odierna: ODIO E AMORE

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(?): CANI KILLER, STUPRI, RIFIUTI, TERREMOTO, FEBBRE SUINA, , PETROLIO, ALITALIA, MALTEMPO ,SICUREZZA , IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, GIUSTIZIA AD OROLOGERIA,NOEMIGATE, RIFIUTI IN SICILIA... la lista non è da ritenersi esaustiva