martedì 30 settembre 2008

Ah ma allora la camorra esiste?


Ricordate cosa successe a Castelvolturno il 20 settembre? Vi rinfresco la memoria con l'articolo del bravo Pape Satan Aleppe:
Castelvolturno: ennesima strage di camorra in Campania. Secondo gli investigatori si tratta del solito regolamento di conti per il controllo dello spaccio di droga: i pusher africani probabilmente hanno tentato il salto di qualità sottraendosi al controllo del clan dominante dei Casalesi. E c’è da credere alla versione degli inquirenti: il “sistema” è molto efficiente quando si tratta di regolare i conti, ma non si può escludere che oltre gli obiettivi ci fosse il solito qualcuno che ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di solito, dopo un omicidio di camorra, gli abitanti del luogo si chiudono in un triste silenzio. Sanno che non c’è sicurezza, sanno chi comanda, sanno il rischio che corrono, sanno anche che il “sistema” da lavoro dove non ce n’è, conoscono troppo bene la loro terra … Questa volta, però, a cadere sull’ asfalto, sono extracomunitari. Come già detto, molto probabilmente alcuni di loro sono coinvolti in qualche traffico illecito. Dopo la strage chiedono rabbiosamente giustizia, devastano cassonetti, rompono vetrine e capovolgono le auto sulle strade. Il tutto sotto l’attento occhio della polizia che li lascia fare. Non sanno che in quel territorio non c’è lo Stato, o meglio c’è ma e lo stato con la s minuscola. Pretendono in trenta/quaranta persone di cambiare quello che in cinquant’anni la politica e le istituzioni italiane non hanno saputo sradicare ma solo estemporaneamente tamponare. La prima cosa che ho pensato è stata “immagina se tutti i campani reagissero così …” Ma subito mi è venuto in mente il libro di Saviano. La camorra è talmente radicata nel devastato tessuto sociale campano e nell’ atavica mancanza di lavoro che ho subito scartato l’ipotesi come fantascientifica.
Ricordo le facce di quei "rivoltosi" viste al tg... facce spaventate, incredule. Le ho mentalmente confrontate con le facce dei cittadini campani ripresi magari il giorno dopo una consueta strage di camorra. Quale differenza... quale rabbia, quale orrore traspariva dai loro volti neri.

Beh, indovinate un pò, oggi tutti i sicari che compirono l'atto di sangue sono stati arrestati. Non vi sembra strano? Non c'è qualcosa di strano?

Per la prima volta una strage coinvolge anche gli immigrati; gli immigrati si incazzano; vengono immediatamente beccati i criminali.... tutto normale?

A me è squillato il campanellino del blogger: quel campanellino che solo noi "scettici" abbiamo impiantato nel cervello, e che squilla quando rileva qualcosa di inconsueto.

Come mai proprio in questo specifico caso son stati presi tutti i killers? Dopo decenni di stragi irrisolte? Dopo regolamenti di conti che vanno avanti da decenni?

Sarò prevenuto, sarò paranoico... ma ho come l'impressione che si sia risolto il caso per paura. Paura delle proteste, paura dell'esplosione della totalità degli immigrati italiani, già da mesi additati come gli unici responsabili della delinquenza nel nostro bel (?!) paese. Hanno avuto paura e hanno risolto la situazione prima che degenerasse.

Ma questo vuol dire... che volendo potrebbero sempre prendere i killer entro 10 giorni?

Guardateli in faccia. Ascoltate le loro parole.


mercoledì 24 settembre 2008

Vade retro, Satana!



Continua la demonizzazione della Rete. Come sempre, tutte le notizie che passano in tv e che riguardano internet sono allarmismi, messaggi di orrore e di condanna.

Un'altra strage ha colpito la Finlandia dopo quella che a novembre 2007 ha visto morire 9 persone. Stavolta il brutto episodio è accaduto alla Vocational School di Kanhajoki, dove uno studente ha aperto il fuoco contro i 200 ragazzi e gli insegnanti presenti, intorno alle 11 di questa mattina. Nove le vittime, ferite due persone.

Dopo aver sparato all'impazzata facendo irruzione nella scuola, il killer ha tentato di uccidersi sparandosi alla testa, ma è sopravvissuto ed è stato ricoverato in gravi condizioni. Il ragazzo, secondo l'agenzia Stt, avrebbe avuto con sè anche dell'esplosivo tanto che nell'edificio si è sviluppato un incendio.

Preoccupato il sindaco della città Antti Rantakokko: "Non so quante siano le vittime, ma certo sono numerose, alcune sono morte altre ferite". Un dipendente della scuola ha dichiarato che "le ragazze urlavano e qualcuno ha tentato di fuggire dal retro dell'edificio".

Dalle prime indagini della polizia il profilo del killer sembra corrispondere a quello di uno studente 22enne, denominato Mr. Saari, che ha pubblcato diversi video su YouTube con il nickname Wumpscut86. I filmati, di durata tra i 20 e i 30 secondi, lo mostrano vestito di nero mentre spara in un poligono di tiro.

Vanna Ferrara

La Rete esiste solo quando si parla di pedofilia, truffe e pornografia, specialmente in TV; questo stesso articolo, infatti, quando passato in televisione era ancora più incentrato sul rapporto youtube-assassinio, come se le due cose fossero strettamente correlate.

Ogni italiano over 50 è terrorizzato da internet, pensa che semplicemente accendendo un computer gli possa accadere chissà che cosa. Con occhi spiritati urla ai propri figli di non frequentare quel postaccio, che ti stuprano, che ti violentano, che ti derubano.

E' così che intendono tenerci soggiogati.... hanno paura. Hanno paura della Rete. E hanno ragione.

Altro su questo blog: La madre di tutti i peccati

martedì 23 settembre 2008

Overshoot day...


dal blog di Beppe Grillo
Oggi, 23 settembre 2008, è l' Earth Overshoot Day. Il giorno in cui l'umanità ha utilizzato tutte le risorse che la natura riesce a generare in un anno secondo il Global Footprint Network fondato da Mathis Wackernagel. Questo significa che ci occorre circa 1,4 volte la Terra per soddisfare le nostre necessità. Ci stiamo mangiando il pianeta. Il blog ha intervistato Wackernagel, l'inventore del concetto di impronta ecologica, un indice statistico che mette in relazione il consumo di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

"I monaci italiani introdussero il concetto di contabilità per i soldi. L'impronta ecologica è qualcosa di simile applicato alle risorse: se pensiamo come contadini, invece che ai soldi pensiamo a quanto territorio abbiamo disponibile per i pascoli, le coltivazioni eccetera. Questo è ciò che abbiamo a disposizione e quello che usiamo per il cibo, l'energia, eccetera.
Se guardiamo quante risorse consumiamo dal primo gennaio al 23 settembre, l'Overshoot Day, e facciamo un confronto con la produzione annua totale vediamo che dal primo gennaio al 23 settembre abbiamo consumato tutte le risorse che la Terra è in grado di rigenerare in un intero anno.
Quando sono nato, nel 1962, l'umanità usava la metà delle risorse rigenerabili in un anno.Finora siamo riusciti, con la tecnologia, a spremere il pianeta. Alcune aree del mondo hanno sperimentato il collasso perché sono troppo povere per importare risorse extra rispetto a quelle che riescono a produrre in loco.
La Svizzera, ad esempio, che è abbastanza ricca consuma tre volte le risorse che il suo ecosistema riesce a rigenerare. Finché avrà sufficienti risorse finanziarie, potrà comprare le risorse naturali. Le ultime stime per l'Italia sono per il 2003: 4,2 ettari di spazio ecologico produttivo rispetto a 1,8 disponibili nel mondo; un po' meno di tre volte quello che è disponibile nel mondo. La biocapacità dell'Italia è di un ettaro per persona, un po' di più della metà della media mondiale. Ci vogliono quindi 4 Italie per supportare il consumo degli italiani. Altri casi sono Haiti o il Darfur, che sono molto più limitati nella disponibilità di risorse in loco e finite queste non sono in grado di importare risorse extra da fuori e si trovano a fare i conti con gravi carenze di materie prime.
Ci sono bellissimi esempi storici, belli anche perché lontani nel tempo. Quando l'impero romano era al suo apice, a Roma abitavano un milione di persone. Quando l'impero collassò, la città non riuscì più a trasportare le risorse dai posti più lontani. La città in pochissimo tempo scese a 50.000 abitanti appunto perché poteva contare sulle risorse locali non riuscendo a trasportarne da fuori. Questo è il miglior esempio storico.
Ci sono tre aree su cui ci dobbiamo concentrare: la prima è che, come per l'economia, dobbiamo essere coscienti di quanto spendiamo e quanto utilizziamo.Una buona contabilità non salva dalla bancarotta, ma aiuta a capire quanto ci siamo vicini.
La seconda: se si guarda alle infrastrutture costruite oggi o nel passato... le infrastrutture rimangono per decenni. Pensate a come sono costruite le vostre città: questo determina come vivete in queste città, determina per decenni quanto le case consumano.
La terza, è orientare l'innovazione nella giusta direzione. L'innovazione è il miglior strumento per risolvere i problemi, ma se non è concentrata sui problemi giusti questi non verranno risolti. Se abbiamo chiare le questioni da risolvere possiamo raggiungere gli obiettivi dell'innovazione più facilmente e iniziare a investire in questi obiettivi.
Posso dirvi quale energia useremo, è abbastanza ovvio: oggi usiamo circa 15 terawatt di energia per alimentare l'economia mondiale. Il Sole fornisce 175.000 terawatt al nostro pianeta. Quindi di sicuro questa sarà la fonte utilizzata maggiormente, come abbiamo fatto nel passato, nei primi 500.000 anni della storia dell'uomo.
Io spero che inizieremo a capire che i rifiuti non sono la fine del ciclo, ma l'inizio.I nostri rifiuti possono diventare una significativa risorsa per la nostra economia: la cosa peggiore che possiamo fare con i rifiuti è mescolare rifiuti diversi, è uno spreco.Separandoli hanno molto più valore: dalla carta si ricava carta, dal metallo il metallo, eccetera.L'organico può diventare concime tramite il compostaggio senza contaminare il resto dei rifiuti.Alcune parti possono avere un valore energetico che si può ricavare dalla combustione.I rifiuti dunque possono essere una grande opportunità e una risorsa per l'economia e non il problema che sono oggi." M.Wackernagel

Prossima imminente partenza...

Eh si, anche in autunno il buon Alfiere starà via un paio di mesi, ma stavolta penso di avere comodo accesso ad internet e quindi, cari lettori, non avvertirete la mia assenza.

Si, lo so che non l'avreste avvertita comunque, ma almeno lasciatemelo dire...

Stavolta vivo questa partenza quasi come una liberazione, se non fosse per la lontananza dal mio amore e dalle persone care.

Una liberazione da questo clima di isterismo collettivo e di pochezza di cui ormai è preda l'Italia... una sorta di follia collettiva che non lascia scampo e non lascia margini di incertezza. Anche guidare ormai è diventato impossibile... ho guidato nelle città più caotiche (ad eccezione di Napoli) ma ho come l'impressione che in questi ultimi mesi, o giorni, per le strade si assista quotidianamente allo stesso spettacolo che potrebbe offrire un alveare stuzzicato con un bastone. La gente è sempre arrabbiata, sempre più prepotente, vive sempre più nel proprio mondo in cui l'unico Dio è rappresentato dal Sè.

Anche con i miei amici ho avvertito questa sensazione.... la capacità di aggregarsi, di far gruppo è sempre più ridotta, ognuno deve essere protagonista, antagonista e damigella da salvare; la discussione deve necessariamente volgere intorno a sè stessi, e così non si assiste ad un dialogo ma a due, tre, dieci monologhi intrecciati fra di loro. Senza alcuna attinenza l'uno con l'altro...

Sarò paranoico, ma non riesco a non ricollegare tutto ciò al clima che da qualche mese si sta instaurando in Italia. Se non sapete di che parlo, provate ad andare a vedere cosa dicono di noi all'estero...

Dove vado? Vado in un posto in cui le croci celtiche sono ancora un simbolo di bellezza e di devozione. In un luogo in cui - spero - le persone siano ancora capaci di sorridere, di parlare, di rapportarsi l'un l'altro in termini diversi dalla forzosa competitività italica, in cui l'unico modo di farsi rispettare è urlando o dimostrando la propria maschia potenza. In un luogo che rispetta la lentezza, la tradizione, eppure è altamente informatizzato e integrato nella rete globale. In un luogo in cui - spero - non è arrivato ancora Buona Domenica, nè Studio Aperto nè la De Filippi.

Vado in Irlanda amici.... partirò il 5 ottobre. Berrò una Guinness anche per voi (una per ogni visita che farete al blog!). Temo solo di trovarmi fin troppo bene là, e di volerci prima o poi ritornare per sempre... ma dopotutto, chi può sapere come andrà la vita. (Amore, se leggi questa pagina stai tranquilla, non intendo senza di te!)

Stay tuned...

giovedì 18 settembre 2008

Divide et impera

Di tutti gli abitanti delle grandi città del mondo, i moscoviti - che vivono in un paese con 16 volte il tasso di omicidi della Gran Bretagna - potrebbero essere quelli ad avere più paura. O forse i cittadini di Bombay o San Paolo, con i loro quartieri poveri che crescono caotici.

Ma secondo uno studio che sarà pubblicato questo mese, quelli che hanno più paura di tutti sono coloro che vivono nella pittoresca e soleggiata Roma. Alla richiesta di identificare la loro prospettiva sulla vita, il 46% di coloro che hanno partecipato al sondaggio hanno risposto con incertezza, mentre il 12% ha scelto immediatamente la paura. Sommando i due numeri per produrre un indice di preoccupazione complessivo, i ricercatori hanno scoperto che il punteggio di Roma del 58% era significativamente più alto della media del 36% delle 10 città più grandi al mondo, da Tokyo a New York.

I risultati, se rappresentativi dell’Italia in generale, possono aiutare a spiegare perché Silvio Berlusconi sia ritornato al potere quest’anno grazie alla linea dura in materia di ordine pubblico. Il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, un alleato di Berlusconi ed ex neofascista, ha detto: “Sfortunatamente, Roma ha problemi seri con la sicurezza”. L’opposizione ha sostenuto che il clima prevalente fosse il risultato di una campagna della destra per promuovere l’ansia. Maria Pia Garavaglia, il vice sindaco nell’ultima amministrazione romana di sinistra, ha detto che Alemanno ha “speso la campagna elettorale a descrivere Roma come il Bronx di qualche anno fa”.

Roma non è certamente la città più pericolosa in un paese che le statistiche indicano essere più sicuro di molti altri del mondo occidentale. I paragoni sono difficili a causa delle diverse definizioni e misurazioni adottate, ma secondo il sito web NationMaster.com, i tassi di omicidio in Italia sono più bassi che quelli in Inghiltera o in Francia.

Il sondaggio è stato condotto dalla fondazione Censis in occasione del World Social Summit che si aprirà a Roma la prossima settimana.

mercoledì 17 settembre 2008

Ballarò, un duello all'ultimo PIL



Sta arrivando l’autunno, e mentre le foglie affastellate sulle fronde degli alberi iniziano ad ingiallire, le giornate si accorciano e il venticello del mattino si raffresca, ritornano al loro status naturale i palinsesti della TV all’interno dei quali riaprono i battenti le “arene” della politica urlata, con i loro immarcescibili protagonisti impegnati a duellare ostentando coraggio e furia belluina, per la gioia di una marea di teleutenti pronti ad identificarsi nell’uno o nell’altro contendente.
Da un paio di settimane è tornato anche Ballarò, con la sua formula che sa di stantio, simile ad un abito tirato fuori dal guardaroba dove era stato riposto a fine stagione senza prima passare dalla lavanderia, ed appena ravvivato dall’ottimo prologo del bravo Crozza che rappresenta l’unico segnale di vita della trasmissione. Ballarò con la piaggeria del solito Floris, gli ospiti seduti in studio con alle spalle la claque deputata a battere le mani a comando ed i servizi preconfezionati che nutrono l’ambizione di raccontare l’Italia e gli italiani.

Ospiti della puntata andata in onda ieri sera quattro politici di lungo corso (Cicchitto, Gasparri, Di Pietro e Bersani), divisi equamente fra i due profili dicotomi di Veltrusconi, due imprenditrici giovani e rampanti (l’immancabile Todini e la toscana Dini) e il direttore della Stampa Anselmi racchiuso nel “plasma” in collegamento da Torino. Nessuna traccia di sindacalisti o uomini politici appartenenti ai partiti che sono rimasti fuori dal parlamento.
Argomenti principali della serata i miracoli del governo Berlusconi, la crisi Alitalia e il ponte sullo Stretto di Messina, considerato indispensabile da Cicchitto e Gasparri e secondario da Di Pietro che dichiara di preferirgli di gran lunga il TAV e il Mose.
Pochi cenni alla drammatica crisi mondiale all’interno della quale grandi banche e gruppi assicurativi falliscono senza soluzione di continuità, se si eccettua qualche monito del direttore Anselmi, e altrettanto pochi cenni alla non meno drammatica situazione italiana dove tutti licenziano ed a salire è solo l’inflazione, nonostante Cicchitto e Gasparri si siano affrettati ad “assicurare” che il governo Berlusconi ha già provveduto a mettere il nostro Paese al riparo da ogni pericolo.

La serata si è invece giocata, talvolta attraverso scontri così aspri da assumere perfino una parvenza di credibilità, su quale delle due compagini recentemente avvicendatesi alla guida del Paese fosse riuscita a contenere maggiormente l’inesorabile discesa del Pil, con duelli all’ultimo sangue aventi per oggetto anche un solo decimo di punto percentuale, e su quale delle due consorterie di governo avesse destinato la maggior quantità di risorse economiche (sottratte ai contribuenti) alla costruzione d’infrastrutture cementizie. Il tutto condito dagli unanimi attestati di stima nei confronti della multinazionale Impregilo e da altrettanto unanimi parole di encomio all’indirizzo di imprenditori onesti e capaci quali Ligresti, Marcellino Gavio e Benetton, da sempre il fiore all’occhiello di quest’Italia che dell’onestà ha fatto la propria bandiera.
Non sono mancate alcune “perle” della Todini, le cui riflessioni risultano essere notoriamente di grande spessore, che dopo avere lodato la propensione al “fare” del governo Berlusconi ha ricordato come le infrastrutture rappresentino l’unico volano in grado di far crescere il Pil, producendo in tal modo un assioma che sarà certo ricordato negli anni a venire.

Quando già sembrava fosse giunta l’ora di andare a nanna ed i contendenti si apprestavano ormai a concludere la tenzone a tarallucci e vino, c’è stato spazio perfino per il colpo di scena finale.
Chi può vantare il merito di avere costruito una “meraviglia” come il rigassificatore di Rovigo che sarà il più grande d’Europa? http://ilcorrosivo.blogspot.com/2008/08/tutto-gas.html
Noi del centrosinistra che ne abbiamo disposto e finanziato (con il denaro dei contribuenti) la costruzione? Noi del centrodestra che fra pochi giorni lo andremo ad inaugurare?
Direttore Anselmi, faccia attenzione quando sulla Stampa pubblicherà l’articolo vantando le mirabolanti qualità di questo meraviglioso manufatto di cemento che verrà adagiato sui fondali al largo del delta del Po, per non fare torto a nessuno scriva che tutti hanno contribuito in eguale misura all’ennesimo scempio ambientale ed economico di cui è rimasto vittima il nostro Paese.

lunedì 15 settembre 2008

Stanchezza



Sono stanco.

Sono stanco del consueto teatrino dell'informazione.

La quotidianità consiste in un ministro che spara una cavolata quanto più grossa possibile ed in tutti i giornali che gli fanno la OLA.

Ovviamente la cavolata resta tale e non si traduce mai in realtà, ma tanto assolve il suo compito di spot post-elettorale. Andatevi a guardare il passaparola di Travaglio per capire cosa intendo. Non metto il link perchè sono stanco.

Sono stanco di sentire assassinii come quello di ABDUL che vengono fatti passare come normali. Che non sollevano lo stesso vespaio che solleverebbero a parti invertite. Non metto link perchè sono stanco.

Sono stanco di porta a porta. Non metto link perchè quelli là non sanno neppure cosa sia la rete.

Sono stanco dei fanatici, dei bulli, di tutti quegli italiani che ormai sono abituati a risolvere le controversie con la violenza, verbale o fisica. Che non sono più abituati a ragionare. Che fanno di politica, sesso, sport e religione tutta un'unica fede-minestrone, che seguono acriticamente e in maniera passionale. Scusate se scrivo male, ma sono stanco.

Sono stanco di non vedere note positive nel futuro del mondo. Di vedere solo buio davanti...

Per fortuna, e grazie a Dio (meraviglioso miscuglio fra sacro e profano) sono ancora abbastanza ottimista da vedere in maniera positiva il mio, di futuro.

venerdì 12 settembre 2008

Così dovrebbe parlare un Uomo di Chiesa



Tratto da italiadallestero.info:
Padre Bartolomeo Sorge, studioso gesuita, ha dichiarato a “La Repubblica” che la decisione di perseguire la Guzzanti è stata incomprensibile. “Non riesco a capire” ha detto. “Noi cristiani sopportiamo molti insulti, fa parte dell’essere cristiani, come il perdono. Credo che il Papa abbia già perdonato coloro che lo hanno offeso a Piazza Navona”.
Mi spiace, Padre, non penso che il Papa la pensi come Lei...

Io non la conosco e non so che tipo di persona sia Lei. Ma da questa frase potrei dirle che se tutti gli uomini di chiesa seguissero questo suo esempio, non si porrebbe neppure il problema degli insulti.

giovedì 11 settembre 2008

11 Settembre


7 anni fa, le torri gemelle crollavano. In quel tragico giorno morivano quasi 3000 persone.

Subito dopo, gli Stati Uniti dichiararono guerra all'Afghanistan... colpevole, a loro dire, di dare asilo ad Osama Bin Laden, presunto organizzatore degli attentati.

Per fare un paragone, è un pò come se i turchi avessero bombardato Roma quando noi ci rifiutavamo di restituire il "terrorista" curdo Ocalan.

Una guerra contraria ad ogni norma del diritto internazionale, che dura da 7 anni... provate a fare un paragone con la seconda guerra mondiale e vi renderete conto della durata del conflitto.

Non passa giorno senza notizie di incidenti, vittime e attentati. Notizie che ormai vengono passate come normali dalla nostra informazione.

La stessa informazione ufficiale sostiene che i Talebani sono ridotti a pochi sparuti gruppetti, laddove hanno in realtà conservato buona parte del controllo che esercitavano sul paese, e sono in grado di condurre azioni di guerra vere e proprie e non solo attentati suicidi.

I numeri parlano da soli.

La guerra, dopo 7 anni e innumerevoli morti, non ha raggiunto NESSUN RISULTATO. La democrazia non può essere esportata, nè imposta... deve essere frutto di un'evoluzione della società. Coi suoi tempi. Con le sue brutture, magari, come il terribile e disumano regime dei Talebani.

Volete farvi due risate amare? Provate a guardare questo video, che al più presto proverò a sottotitolare in italiano (se c'è qualcuno di voi dotato in inglese può farlo?).

Si tratta di un estratto del film Rambo III... ambientato negli anni in cui era l'Unione Sovietica ad invadere l'Afghanistan e gli Stati Uniti reclutavano migliaia di Mujaheddin per combattere la guerra santa di liberazione, fra cui lo stesso Bin Laden.

Divertitevi a vedere come erano presentati all'epoca al pubblico statunitense gli stessi mujaheddin che ora sono dipinti come il male assoluto... a partire dal minuto 1:30.

La Taverna di Atlante ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.




"Se hai studiato un pò di storia dovresti sapere che questo popolo non si è mai arreso a nessuno.
Preferiscono MORIRE piuttosto che diventar schiavi di un esercito invasore.

Non puoi battere un popolo del genere. Noi ci abbiamo provato... noi abbiamo già avuto il nostro VIETNAM! Ora voi [sovietici] ... avrete il vostro!"

Bravo, Trautman. Peccato che i tuoi compatrioti abbiano evidentemente una scarsa memoria cinematografica.

mercoledì 10 settembre 2008

Operazione Revival


Così come nelle discoteche ci sono le serate '70, '80 e '90, allo stesso modo in Italia abbiamo cominciato uno splendido revival del nostro glorioso passato!

Volete alcuni piccoli assaggi?
Passiamo ad altro; vi riporto la frase di La Russa sulla RSI che ha suscitato scandalo il giorno dell'8 settembre:
"Farei un torto alla mia coscienza - non rinnega il passato La Russa - se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria"
Proviamo a mettere da parte le emozioni per un momento e ad esaminarla da un punto di vista logico?

Beh, ragazzi, la frase non è poi così aberrante; a posteriori è facile discriminare ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, ma mentre gli eventi accadono la cosa non è così semplice. La guerra confonde i colori, gli schieramenti, i concetti di vita, morte, bene, male...

I combattenti della RSI in effetti erano convinti di lottare per la Patria (per quella che essi riconoscevano come Patria); oggi sappiamo che non è così e di sicuro non sono morti che vanno celebrate ed esaltate, ma non è neppure giusto offendere la loro memoria. Se non per altro, almeno per il fatto che... sono morti.

Ma non finisce qui: il mitico sindaco Alemanno... dopo aver giustificato le violenze compiute su due campeggiatori ("sono stati imprudenti"), il primo cittadino "daaaa capitale" ha prodotto un'altra perla:
il fascismo non fu «un male assoluto», mentre le leggi razziali sì.
e grazie al BIP. Basta che abbiano fatto una legge buona, anche una sola legge, perchè questa frase sia vera (lo insegna la logica...); lo stesso potrebbe dirsi del governo Berlusconi ;)

A questo punto si impone una riflessione:

Due frasi corrette logicamente in modo da essere logicamente inattaccabili, ma entrambe contenenti in germe un rigurgito nostalgico. Sarà un caso? O sarà un modo per far capire "che aria tira" senza cadere nell'apologia di fascismo? Una specie di messaggio subliminale, una rassicurazione ai propri elettori estremisti? Mi puzza di strategia.

Ai posteri l'ardua sentenza.

P.S.: Se qualcosa accade una volta è un caso. Se accade due volte è una coincidenza. Se accade tre volte è una prova...
P.P.S.: A pensar male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca.

venerdì 5 settembre 2008

La rete come organismo multicellulare...



Dal blog di BYOBLU

Molti mi chiedono cosa intendo fare. [...]

Non voglio fare niente. Cosa dovrei fare? Perchè qualcuno dovrebbe fare al posto vostro? Avete davvero bisogno di un condottiero, di un capopopolo? Dopo duemila anni di storia, volete ancora essere guidati, caricati, spronati, incitati alla battaglia, mandati a morire in nome di qualcuno che invoca gli dei e vi manda in prima linea, magari per i suoi interessi? Non ne avete abbastanza di leader carismatici che vi dicono cosa dovete pensare? E non ne avete avuto a sufficienza di leader religiosi in nome dei quali annichilire le vostre vite? Volete ancora confessarvi e chiedere l'assoluzione? Avete ancora bisogno di un papà che vi dia una pacca sulla spalla e vi gratifichi con la sua approvazione? O forse volete essere ancora sculacciati perchè non avete fatto i compiti prima di uscire con gli amici?

Il mondo sta cambiando profondamente. Molti non se ne sono ancora accorti. Continuano ad aspettare il Messiah. Eppure il Messiah è arrivato. E' già qui, tra noi. Per l'esattezza, il Messiah siamo noi, tutti quanti insieme. Il Messiah è la rete. Non vi chiederò di innalzare i vostri cuori al cielo, ma di elevare il vostro sguardo sugli ultimi anni che abbiamo vissuto. Abbiamo alle spalle poco più di 30 anni di rete, di cui almeno una ventina ad esclusivo uso militare e scientifico. E' solo dall'inizio degli anni novanta che i primi italiani, timidamente, si affacciano alle BBS con modem antidiluviani, a manovella. La vera espansione di internet nelle case sta avvenendo in questi anni.
Fate una prova, guardatevi indietro e pensate a come vivevate solo cinque anni fa. Dove vi informavate, se non attraverso i giornali e la televisione? A chi potevate affidare le vostre speranze, se non ad un politico che vi poteva raccontare qualsiasi cosa? Ora fate un passo ulteriore: restringete ancora il raggio d'azione. Pensatevi solo due anni fa. Quanti di voi usavano YouTube? Quanti caricavano video in rete e guardavano quelli altrui? Cosa sono due anni in confronto a secoli di rigide strutture gerarchiche e piramidali? Ve lo dico io: niente. Sono un soffio, meno di un battito del cuore. Eppure è già cambiato tutto.

Siamo qui, oggi, perchè possiamo scambiarci informazioni in maniera non mediata, diretta, punto a punto. Informazioni di ogni tipo: dalla documentazione scientifica ai filmati di repertorio, alle immagini, ai commenti.. E soprattutto possiamo confrontare i dati. Niente sfugge più alle maglie della rete. Quando non c'erano i videoregistratori, nessuno poteva contestare quanto un politico aveva detto e le sue eventuali contraddizioni. Nessuno, tranne qualche giornalista della cui parola bisognava fidarsi ciecamente. Un mediatore. Perfino con l'avvento dei videoregistratori la situazione non cambiò poi molto. In fondo, chi poteva davvero avere voglia di prodigarsi in macchinose registrazioni su costose e voluminose videocassette, difficoltose da archiviare, complicate nell'accesso e per di più deperibili nel tempo?

Ma oggi.. oggi si trova tutto. Volete sapere cos'ha detto Berlusconi da Vespa? Lo trovate in rete. Volete riguardarvi l'intervista di Biagi prima di morire? La trovate in rete. Qualcuno ce la mette. E qui arriva il bello. Questo qualcuno siete voi. Microcellule operose che metabolizzano il mondo circostante e lo rendono disponibile agli altri organi, e non a qualcuno in particolare, ma a chiunque ne faccia richiesta. La rete è collaborativa. Se avete bisogno di qualcosa, non importa cosa, troverete qualcuno disposto a farla. Questo qualcuno a sua volta si basa sull'operato di qualcun altro, che non l'ha fatto per un motivo specifico o per un obbiettivo particolare. L'ha fatto e basta, e voi lo usate. L'organizzazione emerge dal caos grazie al principio della vita stessa, che riutilizza l'ambiente circostante per modellarlo secondo le sue esigenze. Per usarlo. Noi tutti realizziamo materia prima per costruire nuovi attrezzi, utensili, strumenti messi in condivisione con gli altri.

Volete un esempio? Eccolo.

Un GIP dispone che un sito web svedese venga oscurato per tutti i cittadini italiani. La sentenza è inedita per l'entità delle sue ricadute, tanto più che in maniera del tutto originale e illecita, i dati dei naviganti vengono consegnati ad una lobby residente all'estero per una non meglio precisata ancorchè intuibile ragione. Un abuso d'ufficio che non trova fondamento nel codice e contrario a qualsiasi normativa sulla privacy.
Forse nel 1920 qualcuno avrebbe sperato nell'intervento di Batman, o dell'Uomo Ragno. E in fondo è ancora così, solo che oggi non c'è più bisogno di un mantello. Bastano un computer e una connessione a internet. Basta avere un blog e saperlo usare. I navigatori si accorgono di non poter più accedere a quel sito web. Lo scrivono sui loro blog. Un esperto di rete riceve l'informazione via rss feed e fa una verifica. Si accorge che la pagina web che recita Sito sotto sequestro è ospitata sui server di Pro-Music.Org, che può in questo modo raccogliere i dati dei navigatori ed eventualmente utilizzarli illecitamente per qualunque scopo, come per esempio intentare azioni legali. Posta l'anomalia sul suo blog. Un avvocato di grido, specializzato nel diritto legato al mondo dei new media, legge a sua volta il post e decide di recuperare l'ordinanza del GIP, magari via rete. Da una rapida verifica si accorge dell'utilizzo troppo disinvolto delle normative relativamente all'oscuramento. Posta l'interpretazione sul suo blog e, tra i commenti, negli altri blog. L'esperto di rete contatta via Skype un noto videoblogger per informarlo, il quale a sua volta, in poche ore, realizza un intervento video sul suo blog e su un noto sito di social network per la condivisione audiovideo dove si è guadagnato un alto numero di appassionati sostenitori. In poche ore il video viene visto da oltre trentamila persone! Un utente svedese si offre di sottotitolarlo nella sua lingua per agevolare la divulgazione, e il video arriva ai gestori del server oscurato, che fanno rimbalzare la notizia a livello internazionale. Il giorno dopo si ininzia a diffondere nell'intellighenzia europea l'idea che l'Italia sia un paese che si avvia verso una deriva aberrante, che fa della censura preventiva uno dei suoi metodi di governance. Decine di migliaia di persone sanno che è stata compiuta un'operazione sporca. Sia il riferimento al blog dell'esperto di rete che quello al video del noto videoblogger finiscono su uno dei maggiori quotidiani nazionali, grazie all'articolo di un terzo blogger. Alcuni providers iniziano a fare marcia indietro, e revocano l'inoltro delle sessioni di navigazione ai server della lobby. La cosa potrebbe perfino venire cavalcata a livello politico per guadagnarsi consenso elettorale, esercitando di conseguenza pressioni perchè quei dati, raccolti in maniera illecita, vengano distrutti.

Nessuno ha fatto niente di particolare. Ognuno ha fatto solo ciò che sa fare, ciò che vuole fare. Ogni cellula si è però nutrita della cellula precedente e l'organismo si è evoluto in una direzione inedita, frutto della somma delle singole componenti. E lo ha fatto in tempi record. La rete ha esibito un'intelligenza collettiva che ha guidato le sue azioni, esattamente come accade nella biologia di un organismo animale.

Ecco dunque la risposta alla domanda iniziale: cosa voglio fare?
La cellula.

giovedì 4 settembre 2008

Giù le mani dalla costa!!



Dal meetup dei Salentini Uniti con Beppe Grillo, vi propongo un'iniziativa alla quale possono aderire gli eventuali lettori salentini di questo blog, ma che comunque voglio che conosciate tutti. Si tratta di una petizione per la salvaguardia delle spiagge libere a difesa dalla privatizzazione selvaggia e dalla "riminizzazione" dei nostri litorali.
Il Comitato "Giù le mani dalla costa" con sede ad Otranto, insieme con Legambiente, ha avviato una raccolta firme per una petizione volta a sollecitare una radicale modifica della Legge Regionale n. 17 del 23 Giugno 2006 (Disciplina della Tutela e dell'uso della costa).
La legge prevede, infatti, che il 60% del demanio marittimo fruibile per la balneazione sia destinato ad uso pubblico e che il restante 40% possa essere dato in concessione a privati per la realizzazione di stabilimenti balneari. Ma c'è un però.....che permette quello che ogni abituale frequentatore di spiagge salentine può facilmente notare: la grande prevalenza di lidi privati rispetto alle "spiagge libere".
Il trucco
sta nel prevedere che del 60% destinato ad uso pubblico un 40% possa essere dato in concessione perchè la spiaggia libera sia "attrezzata con servizi": in pratica l'area rimane formalmente di uso pubblico ma il concessionario privato può impiantarvi una serie di servizi per i bagnanti. Grazie a questo sistema e ad una concomitante mancanza di controlli da parte delle autorità preposte, anche buona parte delle aree destinate alla libera balneazione vengono, di fatto, "privatizzate" con buona pace dei villeggianti.

La raccolta firme NON è on-line ma occorre stampare il modulo e farlo firmare da parenti, amici,conoscenti e chiunque altro voglia. I moduli dovranno poi essere consegnati a me ed io li girerò al Comitato che se ne sta occupando tramite l'Organizer dei Salentini Uniti...

So che è molto difficile che qualcuno di voi possa aderire, ma volevo comunque tenervi al corrente di questa iniziativa. Chissà che non possa servire anche a voi per i vostri litorali...

http://i4.ytimg.com/vi/gEAc8ln4p2s/default.jpg

Cellule operose forever!

mercoledì 3 settembre 2008

Creative Commons


Non è vero che esistono solo notizie cattive; dopotutto una notizia non è mai buona o cattiva, è semplicemente una notizia (o almeno così afferma il Maestro Oogway in Kung fu Panda).

In questi giorni sono vittima di un vero e proprio "innamoramento mediatico" per byoblu; il modo in cui gestisce il videoblog è geniale, l'idea stessa di un videoblog è geniale; il modo in cui concepisce la rete è meraviglioso. Tutto ciò mi ha fatto venir voglia di provare a produrre anch'io i miei video articoli...

Ho dunque cominciato ad immaginare come avrei potuto farlo; fra una ricerca sul chroma key ed una sul bluescreen mi sono anche ritrovato a pensare ad un eventuale sottofondo musicale...
Sì, ma che musica usare? Con che musica potevo pubblicare dei miei filmati in modo totalmente legale e pulito?

Ho ricordato di aver letto un tempo qualcosa sulla licenza "Creative Commons", e dunque mi sono messo ad indagare. Dopo due minuti di ricerca ero talmente gasato che questa notte non riuscivo nemmeno ad addormentarmi!

Mi si era aperto davanti un nuovo mondo, del quale non sospettavo nemmeno l'esistenza! Non mi soffermo a spiegarvi i dettagli delle licenze CC, anche perchè i video che vi ho linkato sono molto più esaustivi e meno noiosi del sottoscritto. Vi invito solo a meditare, a riflettere, a percepire nella sua essenza il potere ed il fascino di questo strumento.

Links:


  

martedì 2 settembre 2008

Uniti contro l'inquinamento


Articolo completo, approfondimenti e link su www.salentosostenibile.it
Concerto dei SUD SOUND SYSTEM &
Ensemble NOTTE DELLA TARANTA
Lecce, area ex Foro Boario, sabato 6 settembre 2008, ore 20.30

Un grande concerto è in programma a Lecce il 6 settembre 2008, nell’area ex Foro Boario. Non mancheranno sul palco anche rappresentanti del mondo della Sanità, della Cultura e delle Istituzioni. Tutti mobilitati per la difesa dell’ambiente e della salute, sempre più minacciati nel nostro territorio. E per sostenere il progetto del Centro “Ilma” che sorgerà a Gallipoli

Di fronte alle emergenze ambientali e sanitarie che ormai da più anni stanno caratterizzando la Puglia, ed in particolare il Salento, la LILT di Lecce lancia una campagna di sensibilizzazione per la tutela dell’ambiente e della salute. Nella speranza che l’appello musicale faccia più breccia di tanti convegni scientifici e grazie alla piena adesione al progetto del gruppo dei Sud Sound System, dell’ensemble Notte della Taranta e di altri esponenti locali del mondo della musica e della cultura.
L’evento avrà come titolo “Contro tutti i veleni di Puglia e d’Italia. Dal Salento, un inno alla vita” e mira a far riflettere Istituzioni e cittadini sulle drammatiche conseguenze che un errato modello di sviluppo socio-economico può portare al territorio ed alle popolazioni che in esso vivono. La LILT di Lecce auspica che dal Salento salga un appello alla intelligenza e solidarietà, valori che da sempre hanno contraddistinto le sue genti. E che tale messaggio si diffonda anche in tutte le altre regioni più degradate d’Italia, in particolare quelle del Sud. Stiamo infatti lavorando affinché l’evento abbia la massima attenzione anche da parte dei media nazionali.

Contatti:

Lega contro i tumori di Lecce
Piazza Italia, 10 – Lecce
Via Alpestre, 1 - Casarano

Info sull’evento: 349 0650561


lunedì 1 settembre 2008

Ritorno a casa

Ok, ok.

Datemi il tempo di ambientarmi e ci sono... due mesi trascorsi in totale assenza di informazione non sono pochi.

Che dite? Che gli italiani sono senza informazione da anni? Va beh, non stiamo a sottilizzare!

Presto sarò in forma e tagliente come non mai.

Ad ogni modo, sono tornato!

Art. 1 bis

L'Italia è una Repubblica Ipocrita fondata sulle Emergenze.

Emergenza odierna: ODIO E AMORE

Emergenze "risolte"
(?): CANI KILLER, STUPRI, RIFIUTI, TERREMOTO, FEBBRE SUINA, , PETROLIO, ALITALIA, MALTEMPO ,SICUREZZA , IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, GIUSTIZIA AD OROLOGERIA,NOEMIGATE, RIFIUTI IN SICILIA... la lista non è da ritenersi esaustiva