sabato 13 dicembre 2008

Aiutiamo Gianni

Gianni è un mio collega... un ragazzo di 28 anni con il quale non ho avuto modo di lavorare se non per pochi giorni prima del mio trasferimento. Non voglio fare terrorismo psicologico, ma vi prego di mettervi per un attimo, solo per un attimo nei suoi panni, o nei panni della sua famiglia.

E fatevi una piccola domanda... se fossi io al suo posto?

Gianni oggi ha 28 anni e da 2 anni ormai passa le sue giornate sdraiato in un letto o seduto su una sedia a rotelle, con lo sguardo alle volte perso nel vuoto. Tutto e' iniziato il 9 dicembre 2006 quando a causa di una terribile emicranea veniva trasportato al SS. Annunziata di Taranto, reparto di neurochirurgia. Dopo gli accertamenti di rito i medici ci comunicarono la notizia che ha cambiato le nostre vite: Gianni era affetto da un ependimoma al IV ventricolo con aderenza al tronco encefalico. Il 12 dicembre dopo 10 ore di intervento fu portato, come da prassi, in sala rianimazione, dove il 13 si sveglio' in buone condizioni.

Per 3 giorni pensammo che qualcuno da lassu' lo avesse protetto, perche' nonostante la difficolta' dell'intervento sembrava che tutto stesse procedendo per il meglio, ma ancora non sapevamo cosa si stava per abbattere su di noi. Il 16 dicembre i medici ci comunicarono che era entrato in coma, facendoci sprofondare in una sorta di buco nero dal quale ancora oggi non riusciamo ad uscire.
In pochi giorni, subi' diversi interventi, prima una craniotomia per attenuare la pressione cranica, poi i medici fermarono un'emorragia interna provocata da un'ulcera perforata, per non parlare di tutte le volte che i medici dovettero intervenire per ripristinare il corretto funzionamento della DVE, che altro non che un tubicino che dalla sua testa arrivava ad una sacca dove veniva espulso il liquido cerebrale in eccesso.

Nonostante tutto Gianni ha sempre combattuto, superando non solo gli interventi, ma anche pancreatiti, polmoniti, infezioni... tutto per poter tornare a riabbracciare la sua famiglia. In rianimazione rimasto per circa 3 mesi, durante i quali siamo stati anche in altri Ospedali, finche' il 14 aprile 2007 fu trasportato all'Ospedale Vito Fazzi di Lecce dove gli fu impiantata una DVI ovvero una valvola interna per drenare il liquido cerebrale, in modo da poter eliminare la DVE. Finalmente, dopo l'ennesimo intervento, nel mese di luglio riuscimmo a portarlo al centro di risveglio San Raffaele di Ceglie Messapica (BR). Qui siamo rimasti fino a Febbraio 2008!

Nonostante nel corso dei mesi abbia avuto dei piccoli miglioramenti Gianni dal 16 dicembre 2006 non ha piu' potuto parlare, camminare, assaporare dei cibi, giocare con la figlia, amare sua moglie. I medici, in Italia, ci hanno parlato alcuni di sindrome di locked in altri di stato di minima coscienza, in entrambi i casi non ci hanno dato speranze!!!

Nonostante tutto non ci siamo abbattuti, abbiamo continuato a sperare ed a cercare delle cure che potessero permettergli di ritornare ad avere una vita ed cosi' che abbiamo sentito parlare dell'Ocean Hyperbaric Neurologic Center. Questo centro in Florida, precisamente a Fort Lauderdale by the sea, qui i medici, utilizzando l'ossigenoterapia a livello neurologico, riescono il piu' delle volte a ridare un senso alla vita di chi come Gianni oggi e' senza "speranza"!


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