mercoledì 21 gennaio 2009

La BUSHizzazione di Obama

http://www.panorama.it/ecm/panorama/2009/04/pre/001_PA04_2009.jpg
Ebbene sì, questa è la nuova campagna che presto i giornali e l'informazione di destra (ovvero filoBerlusconiana) proporranno in modo incessante e martellante: Obama non porterà alcun cambiamento, tutto ciò che farà è portare avanti le politiche di Bush, eccetera eccetera.

E' bellissimo... ora quelli di destra cercano di demolire la figura ed il prestigio del Presidente degli Stati Uniti, mentre quelli di sinistra la esaltano. Viviamo in tempi interessanti.

Avevo già individuato i sintomi da vari giorni (vedasi copertina di panorama), ma ne ho avuto la conferma ieri, dopo il discorso inaugurale.

Vediamo alcuni stralci del discorso (il testo completo lo trovate QUI: consiglio caldamente la lettura integrale)...
Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l’unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.
Oggi siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.
E’ venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l’idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza.
Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche.
Il successo della nostra economia è sempre dipeso non solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall’ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà - non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune.
Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l’autorità della legge e i diritti dell’individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.
Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e del ritegno.
Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l’Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.
Perché noi sappiamo che il nostro retaggio “a patchwork” è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l’amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell’oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l’America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.
Per il mondo musulmano noi cercheremo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull’Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.
(ehm, qui siamo sicuri che non si riferisca all'Italia? N.d.R.!)

Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d’acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l’indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.
Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità - il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.
Ok... ora tirate un respiro. Sì, lo so, nessun leader italiano sarebbe mai in grado di fare un discorso simile.

Bene, ora rileggete la parte in corsivo....

Fatto? Molto bene: sappiate dunque questo:

al termine del discorso di Obama, rientrati in studio su LA7, un tal Carlo Panella (giornalista) ha affermato (non ricordo esattamente le parole):
"Questo discorso mi ha confermato ciò che già sapevo: Obama proseguirà nella scia di Bush per quanto riguarda la politica estera. Entro la fine dell'anno ci sarà l'attacco all'Iran, coordinato da Hillary Clinton sotto l'ordine di Obama."

... WHAT???

Qualcuno può spiegarmi da quale parte del discorso ha tirato fuori questa previsione?

Andando a sbirciare sul sito dell'Occidentale, il giornale su cui scrive Panella, cos'altro ti vado a trovare?

"Obama ha già iniziato la riabilitazione del presidente Bush"

...guardiamo, per curiosità, cosa dice invece il FINANCIAL TIMES?

"President Barack Obama signalled a decisive break with the Bush years on Tuesday"
Martedì il Presidente Barack Obama ha segnato un punto di rottura decisivo con l'era Bush.

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2 commenti:

Michele ha detto...

Beh non mi meraviglio; oggi in Italia abbiamo al potere un gruppo politico che ha fatto dell'insicurezza, della paura, dell'odio per il diverso la propria bandiera. Come possono adesso continuare su questa linea se il paese dal quale finora hanno attinto a piene mani per la loro legittimazione politica improvvisamente cambia rotta?

Ema ha detto...

era così da un pezzo. Tu che da bravo anarchico non leggi il Giornale (quello con la G maiuscola di "punto G") non sai che l'ottimo Marcello Foa già da mesi ce l'aveva rivelato alla vigilia delle votazioni, quando era ormai chiaro che avrebbe vinto (mentre Maria Giovanna Maglie nell'articolo a fianco si ostinava a sperare che vincesse McCain).
Tie': http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303848

Art. 1 bis

L'Italia è una Repubblica Ipocrita fondata sulle Emergenze.

Emergenza odierna: ODIO E AMORE

Emergenze "risolte"
(?): CANI KILLER, STUPRI, RIFIUTI, TERREMOTO, FEBBRE SUINA, , PETROLIO, ALITALIA, MALTEMPO ,SICUREZZA , IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, GIUSTIZIA AD OROLOGERIA,NOEMIGATE, RIFIUTI IN SICILIA... la lista non è da ritenersi esaustiva