domenica 17 maggio 2009

Ecologia e Religione


Quando l'ultima fiamma sarà spenta,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce pescato,
solo allora capirete che non si può mangiare denaro.

Preghiera della tribù dei Navajo
«Dio benedì Noè e i suoi figli e disse loro: Siate fecondi, moltiplicatevi, riempite la Terra. Siate il timore e lo spavento di tutti gli animali della Terra e di tutti gli uccelli del cielo, come di tutto ciò di cui la Terra brulica e di tutti i pesci del mare: essi sono consegnati nelle vostre mani [...] Siate fecondi, moltiplicatevi, pullulate sulla Terra e dominatela»
(Gen. 9, 1-7).

Come tutti sanno, la maggior parte delle religioni tradizionali hanno un carattere “cosmico”: l’universo è da esse inteso come un grande insieme vivente al quale l’uomo è associato per il solo fatto di esistere. Nelle reIigioni orientali come il buddhismo, l’induismo o lo scintoismo, questo legame viene in genere affermato con forza. Lo stesso accade nelle più antiche religioni europee, le quali riconoscono il carattere animato della natura ritengono che esistano dei «luoghi sacri», fanno riferimento a una concezione ciclica del tempo e chiedono all’uomo di mettersi in armonia con il mondo procedendo ai sacrifici e conformandosi ai riti. In questa prospettiva, la Terra non è solamente un luogo di abitazione per l’uomo; ne è anche la compagna, e non può dunque essere utilizzata come un semplice strumento al servizio dei suoi fini. «In tutte le religioni di tipo cosmico», scrive Mircea Eliade, «la vita religiosa consiste proprio nell’esaltazione della solidarietà dell’uomo con la vita e la natura».[4] Dal momento che ogni cosmogonia è anche un ontofania, una manifestazione plenaria dell’essere, e nel contempo una palingenesi, un perpetuo reinizio, «il mondo si presenta in maniera tale che, contemplandolo l’uomo religioso scopre le molteplici modalità del sacro, e di conseguenza dell’Essere».[5]

Le cose vanno diversamente nel monoteismo biblico. Il concetto di natura in quanto tale non esiste nella Bibbia, cancellato da quello di creazione. Nella teologia cristiana, il mondo non avviene per emanazione, filiazione o suddivisione di una sostanza comune, bensì come novità radicale, prodotto del libero voIere di un Dio alla cui perfezione esso non può aggiungere alcunché. Dio è certamente presente ovunque ma non ne rappresenta la dimensione invisibile, non gli è immanente: è un essere distinto, che ha creato l’intero universo con un atto gratuito. In quanto essere creato, il mondo non può dunque essere in sé portatore di alcuna sacralità. L’antica prospettiva «cosmica» pertanto, risulta abolita. L’esistenza dell’umanità non si colloca più nel ritmo eterno dei cicli e delle stagioni, ma si ordina prima di tutto ad una concezione lineare del tempo. [...]

Parallelamente, l’uomo si vede assegnare un posto particolare all’interno della creazione. Egli non rappresenta solamente un livello specifico della realtà sensibile; ne è il centro, il signore sovrano. Essendo stato creato “ad immagine” di Dio, è ontologicamente differente da tutti gli altri esseri viventi che, come lui, possiedono il potere di procreare e di riprodursi ma sono stati creati leminâh, cioè “secondo la loro specie”. La sua anima, la parte più essenziale del suo essere, non deve del resto niente alla natura. Ciò significa che tra il mondo e lui vi è una differenza radicale[7]. «Coronamento della creazione» protagonista centrale dell’intrigo originario, l’uomo trascende la natura e ha dei diritti su di essa, così come Dio trascende l’essere umano e ha dei diritti su di lui. Il mondo, in definitiva, è stato creato soltanto per l’uomo; perciò questi ha il diritto di sottometterlo a sé.


1 commento:

Ema ha detto...

interessante davvero come considerazione, non mi ero mai soffermato a vederla da questo punto di vista. e credo che ben si guardino dal ricordarlo gli attuali esponenti del cattolicesimo. Che potrebbero comunque sempre dire "vabbe', ma quella era la Bibbia, molte concezioni nella religione attuale sono differenti". Ed è vero, e meno male aggiungo. Però probabilmente gran parte dell'andazzo attuale deriva da un presupposto assimilabile a quello che il mondo naturale sia proprietà di chi è in grado di dominarlo. Che è un po' un'altra versione della sempiterna Legge del Più Forte.

Art. 1 bis

L'Italia è una Repubblica Ipocrita fondata sulle Emergenze.

Emergenza odierna: ODIO E AMORE

Emergenze "risolte"
(?): CANI KILLER, STUPRI, RIFIUTI, TERREMOTO, FEBBRE SUINA, , PETROLIO, ALITALIA, MALTEMPO ,SICUREZZA , IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, GIUSTIZIA AD OROLOGERIA,NOEMIGATE, RIFIUTI IN SICILIA... la lista non è da ritenersi esaustiva